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IPhone: le chiamate vocali di WhatsApp potrebbero cambiare

Con iOS 13 Apple introdurrà una funzione che potrebbe costringere WhatsApp a modificare la propria app ed eliminare le chiamate e videochiamate

7 Agosto 2019 - Con l’arrivo di iOS 13, a settembre, Apple introdurrà una modifica al sistema operativo che potrebbe mettere in difficoltà WhatsApp, Messenger e tutti gli altri servizi di messaggistica istantanea che permettono di fare chiamate vocali. È quanto riporta The Information, che ha raccolto anche il commento di Facebook in merito.

Alla base di tutto c’è la modifica, inclusa in iOS 13, delle API PushKit VoIP che fanno da substrato tecnico a tutte le app che offrono all’utente la possibilità di effettuare chiamata VoIP e che, a differenza di quanto avviene oggi, non permetteranno più a queste app di girare in background. WhatsApp sarà forse l’applicazione più colpita da questo cambiamento, perché usa questa funzionalità anche per eseguire la crittografia dei messaggi. È assai probabile, quindi, che tutte o quasi le app che si basano sulle API PushKit VoIP dovranno essere ridisegnate ed è possibile che perdano qualche funzionalità per continuare a girare anche su iPhone.

Questioni di privacy

Alla base della scelta di Apple di impedire alle app di terze parti di girare in background mentre usano le API PushKit VoIP c’è il tentativo di arginare la raccolta di dati dell’utente sugli iPhone. WhatsApp, Messenger e tutte le altre app di questo tipo sono infatti accusate di girare in background non tanto per fornire un servizio migliore all’utente, ma solo per raccogliere dati mentre lui fa altro.

Facebook, interpellato da The Information, smentisce questa ipotesi: “I cambiamenti in arrivo con il prossimo iOS non sono insignificanti, ma siamo in contatto con Apple per gestirli al meglio. Per essere chiari: noi usiamo le API PushKit VoIP per offrire un’esperenza di messaggistica di alto livello, non per collezionare dati“.

La concorrenza a iMessage

C’è anche una seconda ipotesi sul perché Apple stia cercando di limitare il funzionamento delle applicazioni di messaggistica di terze parti: fanno concorrenza a iMessage, il servizio analogo preinstallato sugli iPhone che, però, non funziona sugli smartphone di altri produttori. Inoltre, sempre con iOS 13, arriverà la nuova funzionalità di autenticazione “Sign in with Apple” che sarà equivalente a quelle che già oggi permettono agli utenti di registrarsi e autenticarsi sul Web con le proprie credenziali Facebook o Google.

Apple, quindi, sta stringendo i cordoni della privacy anche (o forse soprattutto) per non concedere più agli altri big di Internet di raccogliere i preziosi dati degli utenti tramite i suoi dispositivi mobili.