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Le app per iPhone costeranno molto meno

Apple a breve sarà costretta ad aprire al sideloading delle app: niente Apple Tax per chi scarica le app da store alternativi

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app ios Fonte foto: ymgerman / Shutterstock

Il “sideloading” delle app per iOS è alle porte e arriverà, forse, già con iOS 17. Con il termine di sideloading si intende la possibilità di scaricare le app non più solo dall’App Store ufficiale ma anche da canali diversi. Questa scelta di Apple è stata imposta dal Digital Markets Act (DMA), la direttiva UE sui mercati digitali approvata il 1° novembre 2022. Questa direttiva, infatti, impone ad Apple di aprire i suoi servizi e le sue piattaforme in Europa.

Apple è stata al centro di polemiche a causa della questione del sideloading poiché la società di Cupertino afferma che questa pratica comprometterebbe la sicurezza e la privacy dei dispositivi. L’apertura al sideloading, secondo Apple, aumenterebbe i rischi di malware, tracciamento, e truffe perché Apple non ha modo di controllare le app prima della pubblicazione, se tali app vengono pubblicate su uno store di terze parti.

Ma, allo stesso tempo, il sideloading permetterebbe agli sviluppatori di app, e quindi anche agli utenti, di non pagare la famigerata “Apple Tax“.

Cos’è l’Apple Tax

La commissione del 15-30% su ogni transazione effettuata sull’App Store di Apple ha suscitato numerose polemiche nel corso degli anni. Questa “tassa” è conosciuta anche come “Apple Tax” e si applica sia al momento dell’acquisto dell’applicazione, sia per ogni successivo acquisto fatto all’interno dell’applicazione.

Se in un gioco con acquisti in app compriamo un potenziamento, un’arma o qualunque altro oggetto in vendita all’interno dell’applicazione, quindi, parte di quanto paghiamo va ad Apple solo per il fatto che l’app è stata originariamente scaricata dall’App Store. Una politica simile è applicata anche da Google, per le app scaricate dal Play Store.

L’Apple Tax nasce nel 2008, quando ancora il mercato delle app praticamente non esisteva. All’epoca nessuno ebbe troppo da ridire, ma con il passare del tempo, l’Apple Tax è entrata nel mirino degli Enti pubblici regolatori del mercato, che vedono in essa una rendita da posizione dominante.

Tanto che nel settembre del 2021, Apple ha concesso alle app di streaming come Netflix o Amazon Prime Video di inserire collegamenti di pagamento esterni così gli utenti possono decidere di non pagare la quota del 30%.

Vantaggi e svantaggi del sideloading

Oggi non solo esiste l’Apple Tax, ma è anche impossibile pubblicare app per iOS al di fuori dell’App Store: gli iPhone, infatti, non riuscirebbero a installare tali app a meno che non siano stati precedentemente “sbloccati” tramite il cosiddetto “jailbreak“, che comporta la fine della garanzia sul telefono.

Ne risultano potenziali danni per gli sviluppatori di app, come quelli da tempo lamentati da Telegram: secondo il suo fondatore Pavel Durov, infatti, Apple rallenterebbe senza motivo l’uscita degli aggiornamenti finendo per favorire la sua app Messaggi a sfavore dell’app concorrente.

La liberalizzazione per legge del sideloading potrebbe avere, quindi, conseguenze significative sia per gli sviluppatori sia per Apple. Positive ma anche negative perché, in effetti, uno store senza controlli è uno store in cui le app non sicure possono diffondersi molto facilmente.

Chi esegue il sideloading delle app tramite il jailbreak è ben consapevole dei rischi, perché è un utente più smaliziato, ma l’utente medio non sempre è abbastanza competente da evitare i pericoli.

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