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Minuscolo e trasparente: trovato un animale mai visto prima in Italia

Minuscolo e trasparente, vive nelle acque sotterranee e possiede capacità uniche: forse hanno individuato una nuova specie proprio in Italia.

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C’è un minuscolo animale trasparente e dall’aspetto curioso che vive in alcune sorgenti italiane. Si tratta del Niphargus e non è sconosciuto agli esperti che, poco più di una settimana fa, si sono adoperati in una “caccia” tra Recentino e Stifone, nelle acque sotterranee delle Gole del Nera. Stavolta però gli speleologi hanno osservato qualcosa di inaspettato: un piccolo crostaceo appartenente a questa specie mai visto prima in Umbria.

Scoperta nuova specie di “gamberetto” in Umbria

Il Niphargus è già noto agli esperti. Nello specifico si tratta di un minuscolo animale, un crostaceo stigobio – che vive cioè in ambienti acquatici cavernicoli o sotterranei – che attualmente conta 425 specie diverse. Le grotte carsiche sono l’habitat ideale per questo “gamberetto” d’acqua dolce ed è per tale ragione che un team di speleologi, attenti alla biodiversità del luogo, hanno di recente dato il via a una nuova spedizione per esplorare e osservare gli esemplari.

L’indagine è stata condotta dal gruppo speleologico Utec di Narni con la preziosa collaborazione del biologo speleologo Fabio Stoch e dello speleologo della Tuscia Giancarlo Boldorini. Quel che gli esperti non si aspettavano è di individuare quello che a tutti gli effetti è un Niphargus, ma con caratteristiche che lasciano intendere che si tratti di una specie mai vista prima nelle acque umbre.

Per confermare (o smentire) tale ipotesi si attendono ulteriori studi e l’analisi del DNA, in modo tale da identificare la nuova specie e darne una descrizione dettagliata o, in caso contrario, capire se appartenga a una specie già nota.

Perché il Niphargus è importante per gli ecosistemi sotterranei

Probabilmente il nome Niphargus non è noto a tutti, ma gli esperti sanno quanto sia importante per gli ecosistemi sotterranei. Con le sue 425 specie finora riconosciute, questo minuscolo “gamberetto” trasparente svolge una funzione determinante nella conservazione dei suddetti ecosistemi e rappresenta inoltre una finestra sul passato del nostro Pianeta.

Il nome Niphargus deriva dal greco e significa “splendente come la neve”, proprio per via del suo aspetto caratteristico e per la peculiarità di brillare letteralmente alla luce del microscopio. Mediamente gli esemplari raggiungono i 3-40 mm di lunghezza a seconda della specie e sono tra gli animali più antichi che popolano la Terra. Ciò avviene grazie a una capacità di adattamento incredibile: il Niphargus riesce a sopravvivere in condizioni estreme, proliferando in acque a basso contenuto di ossigeno e di nutrienti.

Capacità adattativa a parte, il tipico “gamberetto” delle acque sotterranee costituisce “un importante anello della catena alimentare per il riciclo della sostanza organica” – come si legge su La Scintilena – in quanto si nutre di altre specie, è saprofago (ovvero mangia sostanze organiche in decomposizione) ed elimina dunque dalle acque i detriti organici. Alcune specie di Niphargus sono considerate, inoltre, indicatori del livello di pulizia (o inquinamento) delle acque e vengono utilizzate come “traccianti biologici”, “contribuendo alla conoscenza dei processi naturali che regolano la circolazione delle acque sotterranee” come ha affermato Andrea Scatolini, presidente dell’associazione Mondi Sotterranei di Narni e fondatore de La Scintilena.

Niphargus eletto Animale di Grotta 2023

Anche quest’anno come ogni 22 maggio si è celebrata la Giornata Mondiale per la Biodiversità e la Società Speleologica Italiana ETS non è mancata all’appello con la campagna “Animale di Grotta”. La scelta è ricaduta proprio sul Niphargus che si è aggiudicato il titolo per l’anno 2023.

“La scelta quest’anno è caduta sul genere Niphargus proprio per porre l’attenzione sulla estrema necessità della tutela della vita nelle acque sotterranee e nelle grotte, in quanto legata alla gestione sostenibile degli ecosistemi urbani, agricoli e forestali che sono strettamente interconnessi con gli acquiferi carsici”, ha affermato Ferdinando Didonna, speleologo e coordinatore della campagna.

Fabio Stoch, speleologo e biospeleologo del laboratorio di Biologia Evoluzionistica & Ecologia dell’Università libera di Bruxelles nonché tra i fautori della nuova scoperta, ha aggiunto che “gli organismi che popolano le acque sotterranee e in particolare il Niphargus, il genere più ricco di specie, sono uno dei patrimoni più preziosi della Terra” perché “forniscono prove di eventi remoti come la deriva dei continenti, la crisi di salinità del Mediterraneo, le regressioni e le trasgressioni marine che si sono verificate nel corso delle ere geologiche e delle estese glaciazioni del Quaternario. Ognuno di questi eventi ha lasciato tracce biologiche che, studiando proprio i piccoli Niphargus, la biologia molecolare tenta oggi di svelare”.

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