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Una nova presto esploderà nello Spazio dando vita a uno spettacolo unico

Una luminosa e violenta esplosione avverrà nello Spazio e sarà visibile dal nostro Pianeta: occhi puntati sulla stella binaria T Coronae Borealis.

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Preso si potrà osservare dalla Terra un'esplosione nello Spazio Fonte foto: 123RF

Dopo ben 80 anni potremmo assistere a uno spettacolo unico: entro il mese di settembre di quest’anno la stella binaria T Coronae Borealis, che si trova nella costellazione della Corona Boreale, genererà un’esplosione nello Spazio che potrebbe essere visibile a occhio nudo dalla Terra. Si tratta di un fenomeno ricorrente (non a caso si parla di “nova ricorrente”) che periodicamente si verifica quando il gas raggiunge una temperatura critica, innescando una reazione di fusione nucleare dell’idrogeno.

T Coronae Borealis esploderà nello Spazio

La notizia ha fatto il giro del mondo in men che non si dica e non c’è da meravigliarsi. Fenomeni di questo tipo sono rari e capita una volta nella vita di potervi assistere. T Coronae Borealis è una stella binaria che, come abbiamo anticipato, si trova nella costellazione della Corona Boreale ed è una delle poche nove ricorrenti conosciute nella Via Lattea. Si stima che sia distante circa 2.600 – 3.000 anni luce dal nostro Pianeta a sappiamo che ogni 80 anni circa, quindi con cadenza regolare, raggiunge un punto di massa/temperatura critica che genera una vera e propria esplosione.

Periodicamente, circa ogni 80 anni, al raggiungimento di una massa critica, viene innescata termicamente la fusione nucleare dell’idrogeno che dà origine al fenomeno della nova. Osservata per la prima volta nel Duecento, T CrB (viene abbreviata così) è esplosa l’ultima volta nel 1946 e ha sempre suscitato un enorme interesse negli astronomi.

Si tratta nello specifico di un sistema binario di stelle composto da una nana bianca e una stella “compagna”, che in questo caso è una gigante rossa. La nana bianca è densa al punto da sottrarre l’idrogeno alla compagna per effetto del suo elevatissimo campo gravitazionale Questo idrogeno nel tempo si accumula sulla superficie della nana bianca, scaldandosi sempre più fino innescare una reazione a catena che culmina in un’esplosione nucleare. “È come una gigantesca bomba all’idrogeno che fa esplodere l’intera atmosfera di questa nana bianca delle dimensioni della Terra” ha affermato Ole König, astronomo dell’Università Friedrich-Alexander di Erlangen-Norimberga in Germania, come riporta Scientific American.

Perché T CrB è un caso unico

Se T Coronae Borealis rappresenta una rarità, non si deve semplicemente al fatto di essere una nova ricorrente, ma anche per via delle conseguenze delle esplosioni. Lo ha spiegato bene Bradley Schaefer, astrofisico della Louisiana State University, puntando l’attenzione su un aspetto in particolare: mentre la maggior parte delle novae si “accendono” durante l’esplosione per poi affievolirsi, T CrB sia prima che dopo l’esplosione emette una “luce calda, blu e violenta”.

La seconda peculiarità consiste nel calo di luminosità prima dell’esplosione, circa un anno prima del fenomeno: “È un mistero strano e senza precedenti, ed è anche un presagio di un’eruzione imminente”, ha spiegato Schaefer ipotizzando che ciò potrebbe essere dovuto al fatto che T CrB espelle gas formando una sorta di guscio attorno a sé che blocca la luce”. In ultimo, gli astronomi hanno osservato che a due mesi dall’esplosione principale sembra che T CrB generi un’esplosione secondaria, meno intensa e visibile, che dura per alcune settimane e talvolta mesi.

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