podcast: il significato Fonte foto: Shutterstock
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Cosa sono i Podcast e come funzionano

In questi ultimi tempi uno dei fenomeni mediatici che è cresciuto particolarmente anche in Italia sono i Podcast: il significato, cosa sono e come funzionano.

Sono uno dei fenomeni mediatici del momento, e stanno crescendo anche in Italia. Ci riferiamo ai Podcast, il cui significato ha assunto sfumature tutte nuove soprattutto in tempi di pandemia. Periodo in cui sono riusciti ad attecchire su un pubblico assolutamente eterogeneo, capace di riscoprire il potere, e il piacere, della parola in una società tanto dinamica e interattiva come la nostra.

Di fatto, si tratta di una trasmissione radio o video registrata digitalmente, e resa disponibile su Internet per essere scaricata e riprodotta in un secondo momento, anche su un lettore portatile. In pratica, ogni volta che vi capita di perdervi una episodio del vostro programma radio preferito, potete tranquillamente fiondarvi sul sito dell’emittente e, se fa uso di Podcast, individuare la puntata di vostro interesse e ascoltarla sul PC o su un qualunque device portatile. Ovunque voi siate. Non si tratta però solo di questo, e ora scopriremo insieme perché.

Podcast: significato e storia

L’ultimo, particolarissimo, periodo ha senza ombra di dubbio cambiato le nostre vite, costringendoci a ridefinirne spazi e tempi. Assieme all’e-learnig e allo smartworking, un altro fenomeno è emerso prepotentemente, seppur non proprio giovanissimo: quello del podcasting. Non è un caso che, all’inizio del 2019, il colosso dello streaming musicale Spotify abbia deciso di acquistare Gimlet Media, la più importante casa produttrice di podcast del mondo, per più di 200 milioni di dollari. Una scelta che non fa altro che testimoniare l’importanza crescente a livello globale di questa forma alternativa di fare comunicazione e intrattenimento. Prima di capirne il funzionamento e scoprirne la storia, partiamo però dalle basi: il significato di podcast.

Per capire cosa si intende per Podcast, dobbiamo premettere che il termine fece la sua comparsa per la prima volta in un articolo pubblicato da Ben Hammersley per il quotidiano The Guardian il 12 febbraio del 2004, e che deriva dalla fusione delle parole inglesi iPod e cast. La traduzione di Pod fa direttamente riferimento agli iPod targati Apple che, all’inizio degli anni 2000, hanno fortemente contribuito alla diffusione del podcasting. Cast, o broadcasting, significa invece trasmettere. Mettendo insieme le due parole, possiamo di conseguenza affermare che il significato di Podcast è letteralmente trasmettere tramite un iPod o, ovviamente, anche con altri mezzi di riproduzione.

Ad essere sinceri, la storia dei Podcast è ancora meno recente, e si può far risalire alla fine degli anni ’90, grazie all’avvento di connessioni Internet domestiche abbastanza veloci da caricare e scaricare massicce quantità di dati. Allo stesso modo, in quel periodo iniziarono ad essere digitalizzati alcuni dei principali strumenti di produzione audio. L’uscita del primo iPod nel 2001 ha fatto il resto, permettendo a tutti di poter scaricare contenuti audio in formato digitale da riprodurre sempre e ovunque.

Quattro anni dopo, nel 2005, il compianto Steve Jobs, annuncia una nuova feature per gli iPod, ora dotati di una funzionalità ad hoc per scaricare Podcast ed archiviarli sul proprio device. Bisogna però fare un grande salto al 2014 affinché i Podcast possano diventare mainstream. Il successo di massa si deve infatti principalmente al programma audio Serial, che tutto da solo ha fatto la storia di questo medium. Quello in esame, non a caso, è il primo programma che conferisce ai Podcast una natura seriale: varie puntate vengono narrate da un giornalista, che racconta un reale fatto di cronaca, omicidi, nel caso specifico.

Gli ascolti ad oggi sono circa 250 milioni, per un fenomeno destinato così a divenire assolutamente popolare. Anche in Europa, Italia compresa, il podcasting si svincola dalla mera riproduzione di programmi radio on demand, e abbraccia l’idea di un format nuovo e originale, soprattutto grazie all’impegno di emittenti indipendenti.

Cosa sono i podcast

Ora che abbiamo compreso l’origine del termine Podcast e il suo significato, avremo anche capito che da un punto di vista squisitamente tecnico si riferisce ad un programma audio, solitamente di natura seriale a episodi e specializzato su determinati argomenti, che i vari autori caricano su piattaforme online dedicate. E che quindi si scarica da Internet sul proprio smartphone, computer o tablet proprio attraverso tali piattaforme.

Non sono soltanto programmi radiofonici, anche se capita molto spesso che le emittenti utilizzino le piattaforme di distribuzione dei Podcast per ospitare le repliche on-demand delle loro trasmissioni. Sulle piattaforme Podcast possiamo però fare molto di più: non solo scaricare tutta la serie, nel caso l’autore l’abbia resa subito disponibile, ma anche mettere in download solo quelle puntate che ci interessano e iscriverci direttamente ad un podcast per rimanere sempre aggiornati su uscite e novità.

Senza paura di esagerare, possiamo dire che i Podcast hanno ridefinito la fruizione dei contenuti audio. Mentre prima potevamo ascoltare un programma radio solo quando andava in onda, adesso possiamo scaricare un Podcast per ascoltarlo in qualsiasi luogo ci troviamo e attraverso il mezzo che preferiamo. Con tempi e logiche ormai del tutto autonomi. In più, se solitamente un programma radiofonico ha una lunghezza prestabilita ed è cadenzato da pause e stacchi ben precisi, un Podcast è invece strutturato da episodi in forma libera e si definisce attraverso l’argomento che si sceglie di trattare. Non vi sono quindi particolari imposizioni sulla durata e sul formato della “trasmissione", per una straordinaria fluidità che di fatto caratterizza questo medium.

Arrivati a questo punto, ci si potrebbe ancora domandare che differenza intercorra tra i Podcast e la più comune tecnologia streaming, utilizzata ormai quotidianamente quasi da tutti per riprodurre e scaricare contenuti audio e video dal web. La caratteristica principale dello streaming è quella di non permettere l’utilizzo di più canali di download, traducendosi nell’impossibilità di ascoltare più trasmissioni nello stesso momento.

Con i Podcast, invece, andiamo a scaricare una vera e propria copia compressa della trasmissione sul disco fisso grazie a più download in simultanea, per ascoltare il programma in un secondo tempo e su un supporto diverso dal PC. In questo modo il collegamento a Internet non si fa strettamente necessario in fase di ascolto.

Come ascoltare i podcast

Con significato di Podcast, origine e funzionamento del medium metabolizzati, pare evidente che in rete sia possibile reperire attività di podcasting per tutti i gusti e un po’ tutti gli interessi. Online potrebbe capitarci di ascoltare racconti seriali o novità su un settore in particolare, così come radiodrama, chiacchierate tra amici su un argomento specifico, confessioni intime, o ancora corsi di lingue e di crescita personale. Tra la creatività degli autori e la crescente facilità di fruizione, l’orizzonte dei Podcast è insomma potenzialmente senza confini.

Per usufruirne ci basterà avere a disposizione un qualsiasi smartphone, un computer o un tablet, e magari un buon paio di cuffie! , con un accesso immediato ad un’infinità di contenuti gratuiti, senza dover sottoscrivere una qualche forma di abbonamento. Vien da sé che, per capire davvero che cosa sono i Podcast, sembra opportuno iniziare a navigare sulle piattaforme di distribuzione e ascoltare qualche puntata.

Mentre Spotify è ancora in una fase di crescita e di spinta iniziale nel settore, attualmente la piattaforma di raccolta e distribuzione dei Podcast più popolare è Apple Podcast. D’altronde, come ampiamente spiegato nei paragrafi precedenti, sono stati proprio gli iPod della casa della mela ad avviare la macchina ben oliata del podcasting. Sulla piattaforma made in Cupertino i creatori di Podcast caricano quello che si definisce il proprio “feed“, con cui trasmettono al sistema dove poter reperire tutti i file delle puntate per procedere al download, assieme a tutte le altre informazioni utili sulla programmazione.

Con il nostro iPhone possiamo quindi accedere ad Apple Podcast tramite l’applicazione omonima, da scaricare da AppStore in via del tutto gratuita, solitamente è installata di default sui dispositivi Apple. Una volta avviata, possiamo cercare un Podcast facendo tap sull’icona a forma di lente, presente in basso sullo schermo. Quando avremo trovato il Podcast che fa al caso nostro, selezioniamolo per scorrere l’elenco di tutte le puntate disponibili, per poi fare tap su quella che vogliamo per far partite la riproduzione dell’audio.

Vi è anche la possibilità di iscriversi gratuitamente selezionando il logo del Podcast e subito dopo il pulsante “Iscriviti". I contenuti che abbiamo deciso di seguire sono raccolti nella Libreria, e il download delle nuove puntate partirà in automatico. In più, dall’apposito menu “Scopri" avremo l’occasione di consultare le classifiche e il catalogo dei Podcast per categorie, mentre con la schermata “Ascolta" ora possiamo controllare l’episodio in riproduzione in quel momento.

Altre piattaforme funzionano in modo molto simile a quella Apple. Per gli utenti Android, l’applicazione di riferimento è Google Podcasts, anche questa gratis, ma sugli scaffali virtuali di Google Play Store. Già al primo avvio, ci metterà a nostro agio proponendoci una lista dei Podcast più popolari, mentre la ricerca per titoli o argomenti si effettua con l’icona visibile in alto a sinistra. Per iscriversi, si deve poi utilizzare il pulsante “Abbonati" nella schermata specifica di un Podcast. Tanto su iOS quanto su Android esistono altre piattaforme per Podcast diverse da Apple Podcast e Google Podcasts, che vanno tutte insieme a dare importanza al valore dell’udito, senso che riesce a “resistere" anche nell’era dell’ostentazione delle immagini e della condivisione social a tutti i costi. Queste si differenziano per interfaccia, funzioni e per gli eventuali contenuti creati in esclusiva, come accade ad esempio per Audible, di proprietà di Amazon.

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