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Cos'è la post produzione fotografica

In questo articolo vediamo cos'è la post produzione di foto naturali, come si effettua e quali sono i migliori programmi di foto ritocco.

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cos'è la post produzione della foto Fonte foto: Shutterstock

Il dibattito sulla post produzione delle immagini fotografiche, attività che con il web è divenuta quasi necessaria, è sempre molto accesso ed è in grado di dividere nettamente schiere di esperti, professionisti del settore e anche semplici amatori. L’eterna diatriba, se vogliamo chiamarla così, tra foto naturali, foto ritoccate e le conseguenti declinazioni social del cosiddetto no Filter (senza filtro). Quante volte avete sentito qualcuno lamentarsi o denigrare foto smaccatamente ritoccate, andando automaticamente il più delle volte a esprimere un giudizio negativo non solo sul mezzo e sul prodotto in sé, ma anche sul soggetto ritratto, chiaramente in questo caso senza alcuna colpa.

La colpa semmai è, se non del fotografo che ha materialmente fatto clic sulla propria macchina fotografica, della persona che ha poi effettuato la post produzione. La post produzione, dunque, è sempre un’arma a doppio taglio. In questo articolo approfondiremo l’argomento, per capire se davvero la post produzione è una male in sé e se ancora si può invece parlare di foto naturali, data l’ampia disponibilità di filtri, strumenti di foto ritocco, algoritmi automatici di intelligenza artificiale per migliorare le immagini, alcuni presenti di default su tutti i nostri device elettronici, che siano computer, smartphone, tablet o macchine fotografiche digitali.

Post produzione fotografica o banale fotoritocco?

Partiamo dal principio. La post produzione fotografica, che trova il suo compimento e la sua diffusione con l’avvento dell’immagine digitale, è quell’attività che comprende tutte quelle azioni volte a migliorare e modificare, volgarmente anche ritoccare, la foto appena scattata. A livello professionale, grazie all’utilizzo di costosi e sofisticati programmi professionali, ma ormai neanche così tanto esclusivi, si possono andare a definire luci, contrasti, intensità, vividezza dell’immagine digitale. Quando ancora si usava la pellicola fotografica, la post produzione era un ambito riservato a pochi eletti, che dovevano utilizzare componenti chimici, taglierini e compiere un grande sforzo artigianale, artistico e tecnico insieme per modificare un’immagine fotografica.

Oggi, come sappiamo tutti, basta usare le applicazioni preinstallate o scaricare una app di fotoritocco sul proprio smartphone per rendere le nostre foto sensibilmente migliori di quanto lo siano mai state appena scattate. La post produzione fotografica è, in teoria, nient’altro che un processo decisionale rispetto a quello che la foto, con i suoi colori e la sua intensità, dovrà andare a comunicare. Dunque non è una cosa in sé buona o cattiva, è mettere in evidenza ancora di più la natura e l’anima di un’immagine, al fine di comunicare meglio ciò che è ritratto, ovvero contenuto in essa.

La post produzione fotografica trasforma dunque la foto in un vero e proprio, potentissimo mezzo di comunicazione, mantenendo al tempo stesso il suo valore di oggetto, di opera d’arte in alcuni casi, di reperto, memoria, conoscenza, documento, ricordo in altri. Scopriamo ora come la post produzione fotografica grazie al web è diventata fondamentale e vediamo alcuni aspetti fondamentali, dai formati alle tecniche, e alcuni dei migliori programmi gratuiti, e non, in circolazione oggi sul mercato che rendono quest’attività ormai parte integrante del lavoro di qualsiasi fotografo, se non addirittura una professione a tutti gli effetti.

La post produzione fotografica: formati e tecniche

La post produzione fotografica è la base attraverso la quale oggi ogni scatto del fotografo deve passare prima di essere diffusa al grande pubblico del web, sia essa arte, pubblicità o una semplice foto ricordo di una vacanza. Sulla rete le foto per circolare assumono un determinato “peso” in byte. Questo peso, il numero di “caselline” atte a contenere le informazioni riguardanti l’immagine, determina ovviamente la risoluzione, e quindi la qualità, della foto stessa. Determina la nitidezza, lo spartiacque tra buona o cattiva qualità, e la “velocità” con la quale la foto può essere visualizzata su una pagina web. Discorso  fondamentale nel nostro mondo ormai abituato all’immediatezza e alla velocità della fibra ottica.

Sembra un controsenso, ma le foto per essere pubblicate sul web vanno ridimensionate, ovvero compresse agendo sui parametri che compongono il rapporto tra risoluzione (nitidezza) e dimensioni. Il formato fotografico più utilizzato e conosciuto è il jpeg, il quale garantisce peso contenuto ed estrema nitidezza. Una foto in jpeg risulterà quindi molto leggera e con una definizione ottimale, sia in termini di dettagli che di colori. Una volta scelto il formato, si può agire anche sulle dimensioni dell’immagine stessa, altezza e larghezza, che permette alla foto di diventare estremamente versatile, a parità di risoluzione, e quindi perfettamente fruibile su schermi di dimensioni diverse, dal monitor del computer allo smartphone.

Una volta decisi dimensioni e formato, siamo pronti a modificarne la risoluzione, espressa in DPI (punti per pollice). Il valore dpi standard per il web è 72, per la stampa cartacea, ad esempio, dev’essere almeno 300. Adesso possiamo passare alla modifica vera e propria dell’immagine fotografica, o meglio del suo contenuto, al fine di migliorarla, ritoccarla, modificarla per renderla solitamente più bella, più accattivante, più d’impatto, più emozionante, più evocativa, ecc. Per farlo i programmi di photo-editing rilevano per noi e trasformano in valori modificabili i parametri contenuti in qualsiasi immagine, ovvero contrasto, saturazione, luminosità e nitidezza. Bisogna in questo caso trovare un bilanciamento ottimale di questi valori, aggiustando i parametri, così da ottenere l’effetto desiderato.

Questi software ormai sono talmente sofisticati da permetterci di andare ad agire manualmente sui parametri, e in questo caso una minima conoscenza e formazione su di essi è consigliata, oppure automaticamente, con effetti standardizzati al fine di facilitare le operazioni e agevolare i meno esperti a ottenere un risultato apprezzabile e desiderabile. Una volta fatto questo, la creatività, o il cattivo gusto, che si può esprimere attraverso la post produzione fotografica non ha praticamente limiti. Si può quindi concludere che l’attività di post produzione fotografica non è un male in sé: dipende dall’uso che se ne fa, dalla sensibilità e dalla competenza di ciascuno di noi, fotografo professionista o semplice amatore.

La post produzione fotografica: i migliori programmi

A conclusione di questo articolo, per semplice ispirazione o curiosità, andiamo a individuare quelli che al momento sono i programmi di post produzione fotografica, o di photo editing, che vanno per la maggiore tra a pagamento e quelli gratuiti, adatti anche ai meno esperti:

  • Adobe Photoshop. Photoshop è il non plus ultra dei programmi di post produzione fotografica. Il più famoso e conosciuto nel mondo, tant’è che è ormai prassi linguistica dire photoshoppato al posto di ritoccato. La sua popolarità però non coincide però con la sua facilità di utilizzo. A prima vista potrebbe sembrare un software estremamente piacevole e intuitivo, ma dietro un’interfaccia sufficientemente user-friendly si nasconde un programma di grande complessità, ma anche di grandi possibilità, che richiede un minimo di formazione per poterlo utilizzare anche a un livello base, data la grande varietà di strumenti che mette a disposizione;
  • Adobe Lightroom. Fratello minore di Photoshop, Lightroom può essere considerato, per un professionista, un valido software da integrare al primo in quanto mette a disposizione molti strumenti per gestire ed elaborare migliaia di foto. Si tratta di un punto di partenza per la post produzione fotografica, che viene completato proprio da Photoshop;
  • Gimp. Tra i migliori software gratuiti disponibili sul mercato, tra i quali anche Picasa e PicMonkey, le funzionalità essenziali di Gimp vi permetteranno senza sforzo di avvicinarvi al mondo della post produzione fotografica e anche di ottenere risultati molto più che soddisfacenti. Vi ricordate l’antichissimo Paint? Si, però con più possibilità, grazie alla possibilità di utilizzare più livelli di filtri, unita comunque a una grande semplicità di utilizzo.
  • Photopea. È gratuito e utilizzabile direttamente online, molto simile ad Adobe Photoshop. Si tratta di uno uno dei migliori software quando si parla di post produzione fotografica perché molto completo, ricco di strumenti e disponibile anche in italiano, usabile anche senza registrazione.

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