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E se vi dicessimo che questa è la luna? Ecco cosa è successo

Da secoli l'uomo vuole comprendere di più sulle origini della Luna e oggi potremmo esserci: una simulazione della NASA pare fare luce sulle sue origini, elaborando uno scenario davvero mozzafiato

Non c’è nessuno, su questo pianeta, che non abbia mai rivolto almeno una volta lo sguardo alla Luna: l’unico satellite naturale della Terra, così pallido e al contempo luminoso, ispira e incuriosisce da sempre gli esseri umani. E, diciamolo pure, una delle più grandi curiosità riguarda proprio la sua formazione: com’è nata? In che modo?

Nel corso dei secoli tantissimi scienziati si sono interrogati sulla vicenda ma solo ora, grazie a una fruttuosa collaborazione tra l’Ames Research Center e la Durham University e al supporto del gruppo Planetary Giant Impact Research dell’Institute for Computational Cosmology, la NASA ha potuto realizzare una simulazione che sembra fare luce sulle origini del nostro satellite.

Le domande sull’origine della Luna e le prime ipotesi

Come spiega Frank Tavares, Communication Specialist dell’Ames Research Center della NASA, nel comunicato stampa rilasciato dopo la simulazione, era giunto il momento di saperne di più sulle origini lunari. Per questo è stata creata una vera e propria squadra d’elite composta dai dottori e ricercatori Jacob Kegerreis, Sergio Ruiz-Bonilla, Vincent Eke, Richard Massey, Thomas Sandnes della Durham University che hanno collaborato con un team di astronomi e astrofisici altamente specializzati dell’Ames e dell’Università di Glasgow.

La squadra ha lavorato per mesi, senza sosta, partendo da una delle ipotesi più accreditate sulle origini della Luna, quella secondo la quale miliardi di anni fa una versione molto diversa della nostra Terra sarebbe stata colpita da un corpo celeste enorme. Il corpo celeste in questione, chiamato Theia, orbitava attorno al Sole quasi seguendo l’orbita della proto-Terra, ma a causa dell’influenza gravitazionale di Giove o Venere, si sarebbe poi schiantato sul nostro pianeta a una velocità non superiore a 14.000 chilometri orari.

L’impatto avrebbe dato il via alla formazione della Luna, che altro non sarebbe che un insieme dei detriti di questa collisione, i quali si sarebbero lentamente fusi insieme. La Luna, dunque, avrebbe assunto la sua attuale forma nel corso degli anni. Ora, però, i ricercatori hanno cambiato le carte in tavola, ipotizzando qualcosa che, a loro dire, è ben più verosimile.

La simulazione sull’origine della Luna

Come si vede nel video, gentilmente concessoci dalla NASA, la nuova simulazione degli scienziati propone una teoria diversa. Stando a Jacob Kegerreis, autore principale dello studio (poi pubblicato sul The Astrophysical Journal Letters), la Luna potrebbe essersi formata immediatamente, più o meno poche ore dopo la collisione fra Theia e la Terra.

I ricercatori sono arrivati a questa conclusione per un motivo straordinario, un particolare di cui non tutti sono al corrente: la composizione della Luna e quella della Terra sono molto simili. Tutti i campioni lunari che gli scienziati sono stati in grado di studiare in laboratorio, infatti mostrano firme isotopiche molto simili alle rocce del nostro pianeta, mentre non sembrano somigliare a massi e formazioni di altre parti del Sistema Solare.

Ciò non sarebbe possibile se la Luna si fosse formata lentamente, fondendo detriti nel corso di anni e attirando a sé buona parte del materiale di Theia (che, stando alle ipotesi, somigliava a Marte sia per dimensione che per struttura geologica). «Questo apre una gamma completamente nuova di possibili punti di partenza per l’evoluzione della Luna – ha detto il dottor Kegerreis – ma non solo: la storia della Luna e della Terra sono intrecciate e si potrebbero trovare delle eco nelle storie di altri pianeti, cambiati anch’essi da collisioni simili».

La Luna, la Terra e il futuro

Lo studio e l’elaborazione dell’origine della Luna ha una valenza enorme. Infatti, in passato, sono state proposte delle altre teorie per spiegare la somiglianza tra le composizioni della Terra e della Luna, come il cosiddetto Modello di Synestia, per il quale la Luna si sarebbe formata all’interno di un vortice di roccia vaporizzatasi dopo la collisione Theia/Terra. Tuttavia, questo modello e le altre ipotesi non giustificano l’attuale orbita lunare.

La nuova elaborazione, invece, offre una spiegazione chiara e pulita e sembra anche offrire spazio di manovra per trovare risposte ad altri problemi irrisolti, come per esempio l’evoluzione di pianeti potenzialmente abitabili in seguito a impatti stellari. Intanto, per avere ulteriori conferme si aspettano le future missioni Artemis della NASA, che daranno agli scienziati il modo di avere accesso a campioni da altre parti della Luna e da più in profondità al di sotto della superficie lunare.

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