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SICUREZZA INFORMATICA

Smartphone in auto: cancellate subito questa app

Ancora app infette sul Play Store di Google, scaricate da milioni di utenti Android: tra di esse ce n'è anche una per migliorare la connessione Bluetooth

Negli ultimi mesi la quantità di app Android infette scoperte sul Play Store di Google o su store alternativi è veramente elevata: non passa settimana senza che almeno un ricercatore o un’azienda di cybersecurity non riportino la notizia di qualche nuova applicazione malevola scovata. Molto spesso si tratta di app già scaricate centinaia di migliaia, se non addirittura milioni di volte. Come nel caso di una delle app infette trovate sul Play Store di Google da Dr.Web, azienda che produce antivirus: tra di esse ce n’è una per la connessione dello smartphone via Bluetooth, all’auto e non solo, che ha collezionato oltre 1 milione di download.

Bluetooth device auto connect

L’app in questione si chiama "Bluetooth device auto connect", è sviluppata da Bt Autoconnect Group, e va disinstallata subito. Questa app promette di migliorare la connessione ai dispositivi Bluetooth, anche la connessione con l’infotainment dell’automobile, ma in realtà contiene un adware.

Cioè un virus che riempie lo smartphone di pubblicità, in questo caso si tratta di Adware.FireAd.2 che apre in autonomia il browser Web e inizia a mostrare siti pieni zeppi di pubblicità.

L’app in questione è stata rimossa dal Play Store da Google, cosa che di solito porta anche alla rimozione automatica dagli smartphone sui quali è stata già installata. Come al solito, però, è sempre meglio controllare e, se l’app è ancora presente sul telefono, rimuoverla manualmente.

Le altre app infette

Bluetooth device auto connect è solo una delle app infette scovate da Dr.Web sul Play Store: in totale ce ne sono una decina. Alcune di esse condividono con la prima lo stesso malware, altre sono invece pericolose app "scam", che truffano l’utente che le usa. Queste app si spacciano per piattaforme d’investimento con alte rendite, ma in realtà la vittima perde ogni centesimo investito: al momento di riscuotere, infatti, l’app va puntualmente in crash.

Infine, segnaliamo anche l’app TubeBox che, da sola, ha fatto anch’essa 1 milione di download. Quest’app promette un pagamento per ogni visualizzazione di spot pubblicitari, ma come al solito al momento di richiedere i soldi l’utente si trova con un pugno di mosche in mano.

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