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Squali in Italia, dove è più probabile che appaiano? La mappa dei mari e le specie

Quali sono gli squali più comuni che possiamo vedere in Italia? E, soprattutto, dove possiamo vederli e quali sono le probabilità reali che appaiano? Ecco una piccola guida per prevedere i loro spostamenti

Con l’arrivo della bella stagione e con l’inizio delle frequentazione sempre più assidua di spiagge e zone balneari, torna una “paura” strettamente connessa al mare: quella degli squali. Complice anche la narrazione horror di Steven Spielberg, tutti almeno una volta nella vita ci siamo chiesti quanto sia probabile un attacco da parte di questi predatori. Se la domanda è legittima, però, la risposta è meno avvincente di quello che si possa pensare: in Italia gli attacchi da parte di questi pesci giganti sono davvero molto rari.

Sì, è vero, tra le specie che popolano i nostri mari c’è anche il temibile squalo bianco, ma a dispetto di quanto si possa pensare i pescicani non sono per nulla propensi ad avvicinarci, a cacciarci o, in generale, a stare in nostra compagnia. In più, non tutti gli squali che nuotano nelle nostre acque sono letali, ed è per questo che è bene fare un po’ di chiarezza.

Gli squali in Italia sono pericolosi?

Prima di dare delle indicazioni “geografiche” sulla presenza degli squali in Italia, dobbiamo fare un piccolo appunto: no, non sono tutti pericolosi. A oggi, nel Mediterraneo sono state registrate circa 50 specie e la gran parte di queste è innocua: abbiamo squali bronzei, squali volpe, squali martello, squali toro e molti altri tipi di pesci cartilaginei con caratteristiche specifiche e fondamentalmente uniche, che tendono – in modo molto semplice – a vivere e cacciare nel loro ambiente, senza spingersi oltre o sentire la necessità di avvicinarsi all’uomo.

Le specie più pericolose presenti nei nostri mari sono lo squalo bianco, lo squalo mako e la verdesca, ma anche qui la loro pericolosità è relativa: i casi di attacchi sono rarissimi e difficilmente si spingono sottocosta, specie se si tratta di esemplari di grossa taglia (la cui presenza, per altro, è in diminuizione). Le aree dove si possono presentare più attacchi sono quelle di nursery, ovvero quelli in cui le femmine danno alla luce i loro piccoli, ma si tratta di ambienti molto riparati e protetti.

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Le aree con più squali in Italia

Detto ciò, quali sono le aree marine italiane in cui si rischia maggiormente di incontrare gli squali? Secondo gli esperti, una delle zone più frequentate da questi predatori è lo Stretto di Messina, per via delle condizioni favorevoli (temperatura e correnti in primis) per la succitata area nursery e dell’abbondanza di pesci che forniscono loro un costante nutrimento.

È per questo che, di riflesso, si possono avvistare molti squali in Calabria (in particolare nella zona di Capo Rizzuto) e in Sicilia, ma non sottocosta: qui un’area molto frequentata dagli squali è l’Isola di Lampione, nei pressi di Lampedusa. La cosa non dovrebbe stupire, perché proprio al largo di Lampedusa è stato avvistato, diversi anni fa, uno squalo bianco. Ciononostante non serve allarmarsi perché gli squali non si muovono nelle aree più turistiche e popolose.

Questi pesci giganti sono avvistabili anche in Puglia, nell’area del Salento, ma sempre molto al largo. Poi, tra le regioni italiane, la Sardegna è quella che presenta il maggior numero di squali, con una concentrazione di vari esemplari di diverse specie intorno alla punta sud-occidentale dell’Isola. Occasionalmente sono stati, infine, avvistati degli squali (per lo più innocui) anche in Campania. Se però è vero che gli avvistamenti si sono verificati in modo più o meno frequente, gli scontri, i morsi e gli attacchi fatali si contano sulla punta delle dita.

Come evitare incidenti con gli squali

Di base, come abbiamo già detto, gli incontri con gli squali in Italia tendono a essere rari e quasi mai pericolosi. Tuttavia, durante l’estate non è escluso che se ne possano individuare diversi esemplari, per questa ragione sarebbe bene, specie se si ha in programma di nuotare al largo, evitare di immergersi da soli o in condizioni di scarsa visibilità. La notte è il momento più problematico, perché molte specie di squali tendono a essere estremamente attive al buio.

Per evitare incontri e incidenti sarebbe altresì consigliato evitare di fare bagni o immersioni in aree dove il fondale digrada bruscamente, dove i pesci abbondano o sembrano comportarsi in modo strano (guizzi rapidi, atteggiamenti d’allerta). Dall’altra parte, come abbiamo già detto, non tutti gli squali presenti in Italia sono pericolosi. Se, nonostante tutte queste attenzioni, ci ritroviamo davanti a uno squalo, invece, che possiamo fare?

Detto e considerato che lo letalità dello squalo bianco è da attribuirsi al fatto che attacca a sorpresa e che, dunque, se siamo in grado di avvistarlo non avrà alcuna intenzione di farci male, la cosa migliore da fare è cercare di uscire con molta calma dall’acqua. Evitare sussulti, movimenti rapidi o bruschi o rumori di qualsiasi sorta è fondamentale per non attirare l’attenzione di questo squalo (e, in generale, dei suoi fratelli).

Occhio anche se l’incontro avviene mentre siamo sott’acqua: se siamo dotati della giusta apparecchiatura perché siamo impegnati in un’esplorazione subacquea, la cosa migliore da fare è “appiattirsi” sul fondale, imitando quello che è il comportamento della maggior parte delle prede di questi pesci, e lasciare che questi giganti procedano lungo la loro strada, senza attirare troppo la loro attenzione.

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