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SCIENZA

Trovato antico osso di quasi 13.000 anni fa: è il primo del suo genere

Piccolo e all'apparenza insignificante, i paleontologi hanno trovato un antico osso che nasconde un segreto: un reperto unico nel suo genere.

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I manufatti antichi sono sempre affascinanti, oggetti in grado di riportarci indietro nel tempo di centinaia o anche migliaia di anni consentendoci di aprire uno scorcio su mondi e culture scomparsi. Tra questi possiamo menzionare i Clovis dell’America settentrionale o Paleoindiani, cultura preistorica nativa americana protagonista di una scoperta eccezionale: nel Wyoming è stato ritrovato un piccolo osso risalente a quasi 13.000 anni fa e gli archeologi pensano che si possa trattare della più antica perla mai vista nel Nord America.

L’antico osso ritrovato in Nord America

Come riporta lo studio Use of hare bone for the manufacture of a Clovis bead pubblicato su Scientific Reports di Nature, gli archeologi hanno scoperto quella che pensano possa essere la più antica perla conosciuta di tutto il Nord America. L’articolo descrive nel dettaglio il ritrovamento di questo antico manufatto, scambiato inizialmente per un semplice osso animale.

In realtà il reperto ha dimostrato che circa 13.000 anni fa fosse usanza comune utilizzare le ossa delle lepri per creare ornamenti e gioielli, fornendo agli esperti la prima prova concreta che le persone dell’era Clovis, ovvero i cosiddetti Paleoindiani, seguivano delle “mode” ben precise e sfruttavano delle particolari tecniche di lavorazione per creare tali oggetti.

La perla in questione è la più antica mai trovata nell’emisfero occidentale: è lunga solo 7 millimetri con un diametro di 2,9 mm, dopo un’attenta analisi, sappiamo che è stata realizzata a partire dall’osso metapodiale o dalla falange prossimale di una lepre, posticipando i tempi per l’utilizzo delle ossa di lepre per questo scopo decorativo. “Mentre l’uso dell’osso di lepre per la fabbricazione di perline era una pratica comune nell’America settentrionale-occidentale durante l’Olocene, le sue origini possono ora essere fatte risalire almeno al Tardo Pleistocene”, hanno spiegato i ricercatori nel loro articolo.

L’analisi è stata possibile grazie alla ZooMS (Zooarchaeology by mass spectrometry), un metodo che utilizza la spettrometria di massa per identificare tassonomicamente i frammenti ossei umani e animali. Nel caso in questione, i ricercatori hanno effettuato delle misurazioni sulla proteina del collagene dell’osso rilevando, tra l’altro, delle specifiche che confermano che si tratta di un prodotto umano: le estremità sono ben levigate e lucidate, mentre sui lati sono segnate delle scanalature.

La cultura Clovis e la moda preistorica

La piccola perla di osso non è l’unico reperto trovato nel sito, un antico accampamento di cacciatori di mammut vicino a La Prele Creek nel Wyoming. L’area è disseminata di manufatti a dimostrazione del fatto che il ritrovamento del micro gioiello non è stato affatto casuale, ma che sia segno della presenza fissa di individui. E non di certo individui qualsiasi.

Stiamo parlando delle prime persone che hanno popolato questa parte del mondo molti millenni fa, perciò è ancor più importante che si aprano questi “scorci”, fondamentali per scoprire ancor di più su come vivevano e funzionavano le società Clovis del Nord America. La scoperta dell’osso, inoltre, può dirci molto di più di quanto si possa pensare, date le sue piccole dimensioni: offre suggerimenti sulla caccia, sulla gerarchia, sulla decorazione personale e persino sui modelli di migrazione, attraverso il confronto di perle simili provenienti da luoghi e tempi diversi. “Perline e altri ornamenti personali e potenziamenti extrasomatici erano comunemente usati per segnalare aspetti dell’identità agli altri”, hanno scritto i ricercatori.

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