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SCIENZA

Se le trovi in mare devi stare attento: ecco cosa sono

Sembrano delle strane capsule o degli ancor più strani organismi marini, ma in realtà sono uova di squalo. E quando le si trova bisogna sapere cosa fare per evitare problemi

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Passeggiando lungo la spiaggia, specialmente sulla battigia e in particolare quando si riscontra una grande presenza di alghe scure, è possibile imbattersi in qualcosa di strano: sembrano quasi delle mascherine, degli strani scarabei inerti o delle insolite meduse tubolari, con strani filamenti ben dritti che è impossibile non notare. La prima cosa da fare è non andare nel panico, perché si tratta di qualcosa di totalmente inoffensivo: questi peculiarissimi “oggetti”, infatti, altro non sono che uova di squalo o di razza.

O meglio, più che uova vere e proprie si tratta delle sacche che le contengono, che possono essere grandi dai 5 ai 10 centimetri e che, in particolare nei periodi di più elevata deposizione e/o schiusa delle singole specie possono galleggiare fino alle coste e approdare sulle spiagge, lasciando di stucco chi le trova.

I borsellini delle sirene e le uova di squalo

Le sacche di cui stiamo parlando prendono il nome di borsellini delle sirene e già nelle scorse estati molte provincie italiane ne hanno segnalato la grande presenza. Ma di cosa si tratta? Cerchiamo di spiegarlo in breve: per le uova di squalo e di razza restare all’aperto in mare senza alcun tipo di protezione sarebbe una vera e propria condanna a morte.

Infatti per molte specie, nei nostri mari e in generale negli Oceani, queste uova sono prede facili e succulente: persino molluschi e gasteropodi (come le lumache di mare) banchettano con loro, se le trovano a disposizione, succhiandone impietosamente il contenuto. È per questo che squali e razze hanno subito un’evoluzione ad hoc, che parte dal momento preciso in cui l’uovo viene fecondato.

In sostanza, l’uovo che contiene il futuro piccolo squalo entra in una “custodia” fatta da filamenti proteici di collagene, che all’inizio si trova nel canale ovarico della mamma-squalo. Dopo l’ingresso dell’uovo il resto della “custodia” si sviluppa, avvolgendolo e proteggendolo e, al momento della deposizione, mamma-squalo espelle tutto l’insieme a ridosso di foreste di alghe e fondali rocciosi per far sì che si mimetizzi.

Il viaggio delle uova e l’arrivo sulla costa

Ciò che succede dopo è un mix di casualità e natura: generalmente, le nursery italiane di squali tendono a essere indisturbate e le correnti tendono a essere piuttosto stabili, cosa che permette ai borsellini di restare esattamente dove vengono deposti e, al più, staccarsi dopo la schiusa. Tuttavia, visti anche la crisi climatica e i cambiamenti in atto nei nostri mari, può succedere che un borsellino ancora pieno si stacchi e venga portato via, viaggiando verso la spiaggia.

A questo punto, sta a noi riconoscerli. Occorre dunque sapere che anche se non tutti i borsellini delle sirene sono uguali, sono comunque tutti dotati (come abbiamo detto precedentemente) di filamenti ben dritti, che servono proprio a far sì che si leghino alle alghe o che si avvolgano intorno alle rocce dei fondali, cosa che li rende riconoscibili. Sapere se sono pieni o vuoti, invece, è più difficile: a meno che il borsellino arrivato sulle nostre spiagge non sia trasparente, non è possibile sapere davvero se contiene ancora delle uova.

Cosa fare se si trova un uovo di squalo?

Cosa si può fare, dunque, se se ne trova uno? Innanzitutto, mai prenderli, strattonarli o provare a sbirciare al loro interno: per quanto siano leggeri e possano apparire privi di vita e/o vuoti, come abbiamo già detto non è affatto sicuro che al loro interno non ci sia un futuro piccolo squalo (o una piccola razza). Se ci troviamo in condizioni per le quali spostare il borsellino è inevitabile, cerchiamo di rimetterlo in mare il più possibile vicino a fondali rocciosi, lontano da punti troppo frequentanti.

La cosa migliore da fare sarebbe comunque quella di rivolgersi a degli esperti, che sapranno sicuramente cosa fare. Teniamo anche presente che il momento in cui si possono trovare con più facilità è dopo dei temporali o in seguito a forti venti. Occhi aperti, dunque, e non date nulla per scontato.

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