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AI: Google Bard accusato di copiare ChatGPT

Un ingegnere di Google ha dichiarato che l'azienda avrebbe utilizzato ChatGPT per addestrare Bard ma il Colosso di Mountain View nega e si appresta a lanciare un nuovo progetto

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Google Bard avrebbe copiato ChatGPT Fonte foto: JRdes/Shutterstock

Jacob Devlin, ex ingegnere di Google ora in forze a OpenAI, ha sollevato una questione piuttosto grave: Bard, il tool per l’intelligenza artificiale del gigante di Mountain View, sarebbe stato addestrato con ChatGPT. Google però nega questa affermazione e lo ha dichiarato pubblicamente a The Verge.

La vicenda ha dei risvolti particolari, infatti l’ingegnere Devlin ha rassegnato le sue dimissioni ed è andato a lavorare per OpenAI, la startup che ha progettato e lanciato ChatGPT, subito dopo aver informato il CEO di Google, Sundar Pichai, il capo del progetto AI Jeff Dean e altri dirigenti di Google del presunto plagio. A svelare questo retroscena è il sito web The information che riporta anche come si sarebbero svolti i fatti.

Google Bard ha copiato ChatGPT?

L’ingegnere Devlin si è dimesso dal progetto Bard di Google, sostenendo che i dipendenti di Brain, la divisione Google per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, stessero addestrando il modello di apprendimento automatico Bard con informazioni prese da ShareGPT, un sito su cui le persone possono pubblicare i risultati delle conversazioni avute con ChatGPT.

Secondo le notizie riportate da The Information, Devlin ha detto ai suoi capi che la knowledge base (cioè il bagaglio di informazioni) di Bard, sarebbe basata pesantemente sulle risposte date a ChatGPT dagli utenti. Ciò significa che le risposte di Bard, dopo questa forma di addestramento, potrebbero risultare simili alle risposte date da ChatGPT e dunque senza un reale valore aggiunto aggiunto per gli utenti.

A queste accuse, fino ad ora, Google non ha risposto in modo dettagliato ma si è limitata ad affermare che “Bard non è stato addestrato con ChatGPT“.

AI: oltre Bard ci sarà Gemini

Google Bard, come d’altronde ChatGPT, è un Large Language Model (LLM), ossia un modello di intelligenza artificiale in grado di generare risposte sulla base di domande, o di istruzioni di compilazione di un testo, ad esempio. Le risposte che si ottengono dopo un prompt (cioè dopo l’immissione di una richiesta) sono di diverso tipo e includono anche la spiegazione di argomenti di qualunque genere, oppure la creazione di paragrafi di testo, di titoli o di interi articoli.

Google ha sempre sostenuto che queste tecnologie non siano ancora sufficientemente mature, cioè affidabili, per essere usate dal grande pubblico. Anche Bard, come Chat GPT, non è sempre preciso nelle risposte e qualche volta genera spiegazioni fantasiose ma Google lo ammette in modo molto più chiaro rispetto ad OpenAI.

Per questo lo sviluppo dei modelli LLM continua in entrambe le aziende. The Information afferma che Brain, la divisione AI di Google, ha iniziato una collaborazione con DeepMind, altra società di Alphabet, su un nuovo progetto di intelligenza artificiale denominato Gemini. Gemini sarà il tentativo di Google di eguagliare le capacità di GPT 4 di OpenAI, appena lanciato e decisamente più potente di GPT 3.5 che è il modello su cui si basava il primo ChatGPT, quello che ha reso famosi i chatbot nel mondo.

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