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Bitcoin, a novembre potrebbe dividersi in tre parti

Dopo la scisma di agosto, a novembre la comunità dei miner potrebbe decidere di dividersi ancora, passando a una versione in cui i blocchi sono di 2 megabyte

Non c’è due senza tre, recita un vecchio modo di dire. Bitcoin, dopo la scissione di agosto, quando una parte dell’enorme comunità di miner decise di abbandonare il sistema ordinario e crearne uno nuovo e più veloce, potrebbe dividersi ancora a novembre.

Cerchiamo di capire il motivo di questa querelle, che rischia di cambiare ancora una volta il volto della moneta virtuale. Il problema è da ricercare nella lungaggine delle operazioni. Una delle caratteristiche principali dei Bitcoin è la sicurezza. Le transazioni si basano sulla blockchain, una rete fatta di blocchi, dove sono registrate tutte le operazioni finanziarie compiute nel corso degli anni. Ogni singolo blocco ha una capacità di solo un megabyte. La scelta di creare dei nodi piccoli assicura maggiore protezione contro gli hacker, ma aumenta notevolmente i tempi delle transazioni: possono passare, infatti, tra i venti minuti e le sei ore per avere una conferma dai blocchi.

Le tre fazioni

Per queste ragioni, a fine luglio la comunità dei miner si è spaccata, creando una versione alternativa della moneta virtuale più famosa: la Bitcoin Cash. In pratica, è stato lanciato un software per la gestione dei bitcoin e una propria catena decentralizzata, caratterizzata da blocchi più grandi (8 megabyte). Contemporaneamente, una parte di miner aveva cercato di trovare un compromesso tra le due fazioni, ossia tra i “Core developers”, quelli inclini a non cambiare il sistema, e la fetta di miner decisa a portare la capacità dei blocchi a 8 megabyte.

Il patto, chiamato SegWit2x, prevede all’allargamento dei blocchi a 2 megabyte ed e verrebbe messo in pratica, dopo una fase di accettazione iniziale, a partire da novembre. Dunque, tra qualche mese, la moneta virtuale si troverebbe a fronteggiare una nuova divisione, che potrebbe creare un’ulteriore frattura all’interno di una community non più unita come un tempo.

Quali le possibili conseguenze? Al momento viene da pensare che se si dovesse assistere a una nuova scissione e la creazione di un terzo Bitcoin, altri miner potrebbero decidere di abbandonare la linea di sviluppo “principale” e creare una propria versione della criptomoneta di maggior valore. Una deriva che potrebbe aumentare la confusione tra gli investitori alle prime armi e far crescere il rischio speculativo.

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