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In arrivo un nuovo digitale terrestre: cosa cambierà dal 2020

Dal 2020 cambieranno le frequenze che ospitano le trasmissioni del digitale terrestre saranno liberate per far posto al 5G: ecco cosa cambierà per gli utenti

10 Agosto 2018 - A poco meno di 10 anni dal passaggio da analogico a digitale terreste, i televisori italiani saranno chiamati ad una nuova rivoluzione. Infatti a partire dal 2020, verrà diffuso il nuovo decoder, che prevede l’utilizzo del MPEG4 (definito in gergo tecnico DVB-T2). Per tanto, chi ha intenzione di acquistare una tv nuova, deve avere ben chiara la normativa che sta per cambiare definitivamente il panorama delle reti televisive.

Il rischio, infatti, è quello di ritrovarsi con un acquisto poco funzionale. Particolare attenzione deve essere fatta in caso di sconti troppo vantaggiosi o di vendite online, in modo da non ritrovarsi, senza volerlo, con una tv con DVB-T. Tuttavia, è bene specificare che, nel caso in cui si disponga di un televisore non idoneo, sarà possibile munirlo di un apposito decoder.

Di fatto, una data importante da tenere a mente è il 1 Luglio 2016, in quanto, da quel giorno, i produttori, per Legge, sono stati chiamati a vendere ai negozi di distribuzione, televisioni dotate di un sintonizzatore in grado di ricevere le frequenze in tecnologia DVB-T2, con le opportune codifiche approvate dall’Unione internazionale delle telecomunicazioni.
Ma il DVB-T2 quando arriverà in Italia? Bisognerà acquistare una nuova Smart Tv o l’apposito decoder entro il 30 Giugno 2020. Dopo quella data chi non si sarà attrezzato non potrà vedere nessun canale.

Nuovo decoder 2020: che cosa cambierà in concreto?

In concreto, l’Italia, come hanno già fatto altri Paesi europei, è chiamata a togliere alcune frequenze (a 700 MHz) dai televisori, al fine di consentire il debutto delle reti mobili a banda larga 5G. Di fatto, il nuovo standard richiesto DVB-T2 serve proprio per consentire alle emittenti di trasmettere i medesimi canali su una minore quantità di frequenze.

Così facendo si andrà incontro ad una serie di importanti benefici, tra i quali vale la pena di ricordare l’aumento della qualità visiva e sonora e l’altissima definizione. In più, dal 2020 verrà introdotta anche l’adozione del codec HEVC (High Efficiency Video Coding), che è in grado di supportare l’ultra definizione delle immagini fino a 8192 x 4320 pixel. Detto ciò, tuttavia, è importante sottolineare che tale importante cambiamento porterà, inevitabilmente, anche ad una serie di svantaggi.

Infatti, anche qualora gli incentivi previsti dal Governo dovessero coprire l’acquisto del nuovo decoder, tuttavia, sarà necessario provvedere alla sua installazione, cosa che potrebbe creare non pochi problemi, soprattutto agli anziani, ed all’utilizzo di ben due telecomandi. Inoltre, sarà fondamentale risintonizzare i vari canali e, in certi casi, anche richiedere l’intervento di un tecnico specializzato, in modo da mettere mano all’antenna condominiale.

Quanto durerà il passaggio dal decoder “vecchio” al nuovo digitale terrestre?

Il passaggio dovrebbe durare circa 2 anni e giungere a completamento entro il 30 giugno 2022. Probabilmente le prime emittenti ad emigrare saranno quelle locali, seguite a ruota dalla RAI e dagli altri canali nazionali. Il Governo ha fatto sapere che sono previsti 100 milioni di incentivi, pensati per coprire tutto o parte del costo del decoder. Tuttavia, in alcuni casi, potrebbe essere necessario intervenire anche sull’antenna condominiale, in modo da garantire una corretta sintonizzazione dei canali.

Di fatto, la rivoluzione del 2020 potrebbe rivitalizzare il mercato degli apparecchi televisivi, che è in crisi ormai da qualche anno, non solo in Italia, ma anche in altri Paesi dell’Unione Europea. Quel che è certo, è che sarà necessario studiare con attenzione le caratteristiche tecniche dei propri televisori, in modo da adeguarsi, se necessario, a quanto previsto dalla nuova normativa, in modo da non rischiare di ritrovarsi di fronte ad uno schermo completamente nero.

Cosa accadrà nei prossimi anni con il digitale terrestre

Le frequenze occupate dal digitale terrestre dovranno essere liberate entro il 2020, anno in cui si prevede l’introduzione della rete 5G a livello europeo. I canali televisivi che al momento occupano queste frequenze verranno spostati e trasmetteranno utilizzando il nuovo standard MPEG4. Le prime emittenti a emigrare saranno quelle locali, seguite dalla RAI e dagli altri canali nazionali. Il passaggio dovrebbe durare all’incirca due anni ed essere completato entro il 30 giugno 2022.

Bisognerà acquistare un nuovo decoder o televisore per vedere la televisione?

Circa il 60% dei televisori presenti nelle abitazioni degli italiani già supporta il nuovo standard MPEG4 (che nel gergo tecnico viene definito Dvb-T2), mentre tutti gli altri hanno bisogno di un nuovo decoder che permetterà di ricevere le trasmissioni televisive. Tutti i televisori che verranno prodotti nei prossimi anni supporteranno lo standard MPEG4 e non sarà necessario acquistare il decoder. Per tutti coloro, invece, che non vorranno comprare un nuovo TV, lo Stato dovrebbe mettere a disposizione degli incentivi per acquistare il decoder.

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