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Come è Android P, tutte le novità

Google ha rilasciato la prima Developer Preview di Android P. Tante novità, soprattutto a livello di funzionalità. Ecco quali sono

8 Marzo 2018 - Dopo tante indiscrezioni, Google ha rilasciato la prima Developer Preview di Android P, la prossima versione del sistema operativo mobile. Come accade da oramai un paio di anni, l’azienda di Mountain View rilascia a marzo la prima beta del nuovo sistema operativo. Solitamente si tratta di una versione dedicata soprattutto agli sviluppatori, in modo che possano prendere confidenza con le novità del sistema operativo e implementarle all’interno delle applicazioni.

La Developer Preview può essere scaricata anche dai semplici utenti, interessati solamente alle novità del sistema operativo mobile. Per installare la Developer Preview di Android P sul proprio smartphone è necessario avere un Pixel 2, un Pixel 2 XL o il primo modello di Google Pixel. Per il momento sono questi i dispositivi supportati. Le novità presenti in questa prima versione beta riguardano solamente alcune funzionalità del sistema operativo, non c’è nessun cambiamento a livello grafico (i rumor parlavano di “svecchiamento” della user interface per avvicinare Android alla “pulizia” di iOS). Ma questo non vuol dire che nella versione finale non ci saranno delle novità anche sotto questo punto di vista.

Migliora la sicurezza dei dispositivi

Le applicazioni aperte in background non avranno più l’accesso ai sensori dello smartphone, in particolare modo a quello fotografico, al microfono e alla capsula auricolare. Questa è una delle novità più importanti di Android P, con Google che fa un deciso passo in avanti sotto il punto di vista della sicurezza dei dati personali. Molti utenti negli ultimi anni si lamentavano del fatto che alcune applicazioni richiedevano dei permessi a funzioni dello smartphone che non erano in linea con quanto offerto dall’app. Con questo cambiamento finiscono tutte le illazioni sul fatto che le applicazioni spiano gli utenti quando lo smartphone è in standby.

Cambiano le notifiche

Per il terzo aggiornamento di seguito Google mette mano alle notifiche dello smartphone. Nessuna novità eclatante, ma un semplice miglioramento per rendere alcune notifiche più visibili e funzionali. Ad esempio, se riceviamo un messaggio su WhatsApp, tramite la notifica avremo un’anteprima della conversazione con il testo degli ultimi messaggi scambiati.

Migliora la gestione della batteria

Una novità presente in tutti gli aggiornamenti di Android riguarda la gestione della batteria. E non poteva mancare anche in questa situazione. Con Android P ci sarà un miglioramento di Doze, il sistema introdotto qualche anno fa e che permette di risparmiare energia in alcuni casi specifici e saranno bloccate le applicazioni in background che richiedono troppa energia. Inoltre, nelle Impostazioni della batteria saranno introdotte delle nuove opzioni che permetteranno di ridurre la potenza del dispositivo quando la batteria va sotto il 70% di autonomia.

Supporto all’HDR e al formato fotografico HEIF

Da segnalare anche il supporto nativo al profilo HDR VP9 Profile 2 che permetterà di riprodurre contenuti HDR su YouTube su altre applicazioni di video in streaming. Per quanto riguarda le immagini, arriva il supporto al formato HEIF che garantisce una migliore compressione delle foto senza perdere la qualità.

Nuove API per gli smartphone multi-camera

Sono finiti i tempi in cui gli smartphone avevano solamente due fotocamere (una anteriore e una posteriore). Oramai la maggior parte dei top di gamma ha almeno tre sensori fotografici, se non addirittura quattro. Su Android P ci saranno delle nuove API che renderanno più semplice la comunicazione tra le fotocamere dello smartphone e migliorare l’effetto bokeh e lo zoom ottico.

Supporto al notch

Anche Android cede alla nuova moda degli smartphone e con la nuova versione ci sarà il supporto al notch, la rientranza presente nella parte superiore dello schermo. Gli sviluppatori avranno la possibilità di spostare più in alto la barra di stato in modo che i contenuti delle applicazioni non vengano tagliati e in più potranno provare la versione “notch” della app prima di rilasciarle ufficialmente sul Google Play Store. Inoltre, le applicazioni riconosceranno in automatico quando lo smartphone ha la rientranza e adatteranno l’interfaccia a seconda del dispositivo.

Come si chiamerà Android P

Nelle segrete stanze di Google, Android P è rinominato Android Pistacchio. Ma non c’è nessuna certezza che questo sarà il nome finale. Per saperne di più bisognerà aspettare le prossime release di Android P. Per la versione ufficiale bisognerà aspettare tra fine agosto e inizio settembre

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