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DAZN: il futuro della digitalizzazione passa anche dal calcio in streaming
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DAZN: il futuro della digitalizzazione passa anche dal calcio in streaming

Vincendo la gara per la trasmissione in diretta del campionato di calcio di Serie A per le stagioni 2021/22, 2022/23 e 2024/24, DAZN ha dato il via ad una rivoluzione in Italia: quella dello streaming di massa dei contenuti sportivi. Una rivoluzione partita con qualche intoppo, come dimostrano i problemi alla prima giornata di campionato, durante Inter-Genoa, e il 23 settembre, quando molti utenti non sono riusciti a vedere le partite. Due episodi tecnicamente distinti, ma che dimostrano la complessità di trasmettere in modo parallelo un contenuto in streaming a milioni di utenti contemporaneamente. Qualcosa di mai visto prima nel nostro Paese, come testimoniano i record di traffico registrati ormai con costanza durante i week end di campionato sulla rete italiana: mai era stato generato e smistato tanto traffico dati contemporaneamente.

Dopo un periodo fisiologico di assestamento, oggi lo streaming di DAZN è stabile e gli eventuali malfunzionamenti sono quasi sempre dovuti a problemi specifici ai device usati da alcuni utenti per guardare le partite: smartphone o Smart TV particolarmente datati, connessione Internet domestica insufficiente, WiFi di casa saturo, router di vecchia generazione che strozzano la connessione. In molti rimproverano a DAZN di averci messo troppo tempo a risolvere i suoi problemi: doveva farsi trovare pronta già alla prima giornata. Il ragionamento non è sbagliato, ma bisogna considerare anche il fatto che mai nessuno in Italia aveva trasmesso una tale mole di dati a 2 milioni di utenti contemporaneamente, e che era necessario mettere a punto il motore prima di correre. Il caso DAZN, per questo, è un ottimo modello da studiare per provare a guardare al futuro, a quando tutti i contenuti di tutti i generi e per tutti i tipi di utenti viaggeranno solo su Internet. La rete italiana è pronta a reggere l’urto?

Perché DAZN ha avuto problemi

Partiamo da quello che non ha funzionato inizialmente, per capire dove può arrivare lo streaming e come. I problemi durante la prima giornata di campionato, durati pochi minuti, sono stati causati da un sovraccarico dovuto picco di accessi in concomitanza con l’inizio delle partite che ha causato un momentaneo sovraccarico di una CDN, risolto velocemente.

Il secondo episodio, quello del 23 settembre, ha richiesto invece più tempo e non ha riguardato una partita in particolare, ma l’intera piattaforma. La causa non è dipesa in alcun modo dalla rete ma da ma da un problema di rilascio di un aggiornamento dell’app con ripercussioni non solo in Italia, ma in altri paesi in cui il servizio Dazn è presente.

Un tecnologia nuova quella introdotta da DAZN che ha necessitato di una fase di messa a punto. Lo sforzo tecnico profuso da DAZN dopo questi due episodi si è, infatti, tradotto nella successiva assenza di problemi durante le altre giornate di campionato.

Una tecnologia in continuo miglioramento

Ma entriamo nel dettaglio del caso DAZN, andando a vedere cosa ha fatto la piattaforma per puntellare nel più breve tempo possibile la sua infrastruttura. Le mosse sono state diverse e contemporanee, al fine di migliorare il servizio su più fronti e rendere l’infrastruttura più “resiliente", per usare un termine alla moda. Più elastica e a prova di guasto, per usare termini meno d’effetto ma più di sostanza.

DAZN, durante l’estate, ha fornito agli operatori di rete tecnologia per ottimizzare la trasmissione dei dati e annullare il rischio congestione. Una di queste tecnologie è la famosa “DAZN Edge", che è una Content Delivery Network, cioè una rete di server sparsi in posizione strategica sul territorio italiano per “avvicinare" i contenuti agli utenti finali.

Sembra un paradosso, ma è così: aggiungendo uno step in mezzo, tra la fonte del contenuto e l’utente finale, le prestazioni migliorano perché la trasmissione diventa più granulare. In pratica non ci sono più 2 milioni di utenti che bussano tutti allo stesso gruppo centrale di server, ma un gruppo centrale di server che distribuisce i contenuti ad altri server locali, che a loro volta li erogano agli utenti.

Questo sistema riduce moltissimo il rischio di congestione della rete e dei server centrali: i dati devono fare meno strada per arrivare agli utenti e meno utenti chiedono contemporaneamente i dati alla stessa fonte.

DAZN Edge è formata da una quarantina di nodi, posizionati fisicamente presso strutture degli operatori di rete e dedicati esclusivamente alla diffusione dei contenuti di DAZN.

Un’altra strategia usata da DAZN per migliorare il servizio è stata l’uso del “multicast", che è una via di mezzo tra “unicast" e “broadcast".

Unicast significa che ogni pacchetto di dati viene inviato ad ogni singolo destinatario. Broadcast significa che ogni pacchetto di dati viene inviato a tutti i destinatari. Multicast significa che ogni pacchetto di dati viene inviato ad un gruppo specifico di destinatari, per ottimizzare i flussi specialmente nelle giornate con più partite che vengono trasmesse in contemporanea (quando, cioè, bisogna ottimizzare al massimo le risorse di rete disponibili).

Il futuro dello streaming in Italia

La cosa più interessante che possiamo imparare da queste prime otto giornate di campionato di Serie A su DAZN è che la rete Internet italiana, sia fissa che mobile, ha retto e anche bene. Poteva andare molto male, ma è andata molto bene grazie alla stretta collaborazione tra DAZN e gli operatori di rete che ha portato alla costruzione di una infrastruttura flessibile e scalabile al bisogno.

Ma potrebbe andare anche meglio, visto che allo stato attuale la rete ultraveloce del nostro Paese è sottoutilizzata: a leggere i dati dell’AGCOM, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, si scopre che circa 4 milioni di utenze ADSL italiane potrebbero essere, già oggi, convertite in fibra ottica. La rete veloce c’è, ma gli utenti non la scelgono perché ritengono l’ADSL sufficiente per le loro attuali esigenze. Anche se, a guardare le offerte degli operatori, quasi sempre la fibra non costa più dell’ADSL.

La fruizione di contenuti in diretta in streaming, come le partite di calcio, possono quindi fare da volano per l’adozione delle ultime tecnologie disponibili da parte degli italiani.

Con il contributo di DAZN

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