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PMI E INDUSTRIA 4.0

Digital Trasformation, il capitale umano resta una risorsa importante

Le aziende in futuro avranno ancora bisogno del fattore umano: ci saranno nuove competenze e sarà necessario riqualificare i dipendenti

Nonostante ancora in molti addebitino alla quarta rivoluzione industriale la colpa di spazzare via numerosi posti di lavoro, il capitale umano continua a essere una risorsa fondamentale per l’impresa del futuro. È quanto afferma anche uno studio condotto di recente da Page Executive.

Nella ricerca, dal titolo “Executive trends 2017”, si ribadisce ancora una volta il ruolo che il fattore umano avrà nell’Industria 4.0. Non ci sono dubbi che l’automazione, unita alle altre tecniche di lavorazione apportate dalla trasformazione digitale, sostituirà il dipendente in alcuni compiti. E così dovrà essere, poiché le tecnologie permetteranno all’impresa, grande o piccola che sia, di ottenere numerosi vantaggi. Miglioreranno soprattutto i processi produttivi, che diventerano più efficiente e veloci, e aiuteranno l’azienda anche a ridurre gli sprechi e i costi. Per quanto digitale possa essere, la fabbrica, però, non potrà fare a meno del capitale umano.

L’importanza del fattore umano

Se l’industria cambia, dovranno mutare anche le competenze dei dipendenti. Innanzitutto, l’azienda necessiterà di nuove figure, in grado di operare in sinergia con le nuove tecnologie. Una su tutte sarà quella del Chief Information Officer (CIO), una figura di raccordo tra il manager responsabile del settore finanziario e l’amministratore delegato. A lui non solo spetterà il compito di dirigere la rete informatica, ma dovrà gestire molte altre aree strategiche per l’impresa.

L’Industria 4.0: tra nuove e vecchie figure

L’impresa avrà bisogno di persone per coprire altri settori. Il motivo è abbastanza semplice. La trasformazione digitale imporrà alle imprese di cercare dipendenti con nuove competenze. Come visto, è molto probabile che una parte del loro lavoro sarà svolto dalle macchine. I robot, comunque, non opereranno da soli, ma a fianco dei lavoratori in carne e ossa, i quali saranno obbligati a riqualificarsi. Contrariamente a quanto si possa pensare – e alcuni dati lo confermano – l’automazione non genera disoccupazione, ma può creare anche nuovi posti di lavoro.

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