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Digitale terrestre: quando bisogna cambiare antenna

Con lo switch off al nuovo digitale terrestre cambiano anche le frequenze usate dalle TV: ecco cosa bisogna sapere sulle antenne e sui filtri 4G/5G

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Dallo scorso marzo 2022, tutte le emittenti TV nazionali dovranno cambiare codec passando da MPEG-2 al nuovo MPEG-4 come parte del programma che prevede la diffusione del nuovo Digitale Terrestre. Tutti i TV e i decoder disponibili oggi sul mercato sono in grado di accedere ai canali TV anche con il nuovo codec. Chi oggi vede i canali HD non deve fare alcun aggiornamento.

Ma si può dire la stessa cosa anche per l’antenna? In teoria sì, in pratica "ni": a rigor di logica qualunque antenna oggi in grado di ricevere il segnale televisivo funzionerà esattamente allo stesso modo anche al termine dello switch off al Digitale Terrestre di seconda generazione. D’altronde, si tratta sempre di onde radio e, per di più, delle stesse onde radio di prima.

O quasi: le frequenze a disposizione delle emittenti saranno infatti di meno (e questo causerà grossi problemi alle emittenti locali) e più canali verranno trasmessi su meno frequenze grazie alla maggior compressione permessa dal codec MPEG-4. Ma le frequenze "mancanti" verranno usate dalle compagnie telefoniche per il 5G e questo, in alcuni casi specifici, potrebbe creare dei problemi.

Frequenze TV, 4G e 5G: cosa cambia

Il settore TV ha attraversato la fase del cosiddetto "refarming" delle frequenze: tutte le frequenze comprese tra i 694 e i 790 MHz sono state vendute agli operatori telefonici e vanno liberate. Da anni la TV digitale terrestre usa le frequenze comprese tra 470 e 790 MHz e ora dovrà abituarsi a usare solo quelle tra 470 e 694 MHz perché sopra i 694 MHz ci saranno solo gli operatori telefonici.

Dal punto di vista pratico, quindi, tutte le emittenti TV che prima trasmettevano nella "banda 700" (cioè tra i 694 e i 790 MHz) si devono spostare più in basso e i telespettatori sono costretti a frequenti risintonizzazioni. Dal punto di vista tecnico, invece, tutte le emittenti che trasmettono su frequenze vicine ai 694 MHz avranno come "vicini di casa" gli operatori telefonici.

E qui sorge il problema o, meglio, potrebbe sorgere a causa delle interferenze tra le trasmissioni TV sotto i 694 MHz e quelle telefoniche cellulari sopra i 694 MHz. Chiaramente, come in tutte le zone di confine, ci potrebbe essere qualche "attrito": se il segnale telefonico è forte e quello televisivo è debole tutti i canali che vengono trasmessi sulle frequenze vicine a 694 MHz potrebbero vedersi male.

Bisogna cambiare antenna?

Ma torniamo alla domanda originale: tutto questo processo ci costringerà a cambiare l’antenna sul tetto? Nella maggior parte dei casi no, possiamo dirlo con buona certezza.

Ma come giustamente fa notare Digital-News, giornale online collegato alla comunità degli istallatori e antennisti che si incontra su Digital-Forum, se l’antenna è in cattive condizioni (arrugginita, in parte spezzata dal vento, con plastiche rovinate dalle intemperie) allora è bene cambiarla.

Le nuove antenne, infatti, sono costruite con materiali migliori, hanno forme più ottimizzate per la ricezione del segnale e sono dotate di filtri che stabilizzano la ricezione del segnale anche in zone dove le onde elettromagnetiche fanno le bizze, ad esempio vicino al mare.

Il filtro 4G/5G

Infine, c’è un ulteriore suggerimento che ci sentiamo di dare a tutti per evitare problemi di ricezione: se non cambiate antenna, allora usate i filtri per le onde 4G e 5G (le nuove antenne, quelle buone, sono già "4G Ready" o "5G Ready"). Questi filtri si comprano, anche online, per pochi euro e a volte vengono chiamati anche "filtro LTE" (in questo caso filtra solo le frequenze 4G).

Si tratta di dispositivi molto piccoli, che si montano subito sotto l’antenna e prima che il cavo entri in casa. Con un solo filtro, quindi, si protegge dalle interferenze l’intero impianto (tutte le TV di casa). Se l’antenna è posizionata sul tetto, o in un punto difficile e pericoloso da raggiungere, il filtro lo dovrà installare un antennista professionista.

In alternativa, però, è anche possibile installare il filtro subito prima della TV: non è una procedura per nulla difficile, ma chiaramente in questo caso bisognerà comprare più filtri (uno per ogni televisione).

Filtro antidisturbo per antenna TV Digitale Terrestre – Onde 4G e 5G

Filtro antidisturbo per antenna TV Digitale Terrestre – Onde 4G e 5G

Infine, precisiamo una cosa importante: dopo aver installato il filtro verranno tagliate dall’impianto TV tutte le frequenze sopra i 694 MHz, quindi se abitiamo in una zona in cui ancora il refarming non è arrivato allora non potremo più vedere alcune emittenti TV (quelle che ancora trasmettono sulle frequenze che noi abbiamo tagliato con il filtro).

Per questo il nostro consiglio è quello di comprare oggi il filtro (o i filtri) per evitare di farlo all’ultimo minuto. È molto probabile, infatti, che a ridosso della fine del refarming (metà marzo al nord Italia, tra metà maggio e fine giugno al centro e al sud) tali filtri andranno a ruba perché tutti devono adeguare l’impianto: è già successo quando è arrivato il 4G e molti venditori all’epoca alzarono i prezzi in modo ingiustificato approfittando della situazione.

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