Utente arrabbiato smartphone inutilizzabile Fonte foto: Shutterstock
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Italia: addio al 3G. Perché potrebbe essere spenta la rete

Le compagnie telefoniche si apprestano a spegnere le antenne 3G per far spazio alla connettività 5G.

1 Agosto 2019 - La diffusione della nuova rete super veloce 5G in Italia avverrà a scapito della vecchia rete 3G, che verrà gradualmente spenta rendendo quasi inutilizzabili i cellulari che ancora usano questa tecnologia. I vecchi smartphone, infatti, potranno collegarsi solo alla rete 2G, che resterà attiva.

È quanto riporta il blog Tariffando, che ha raccolto alcune indiscrezioni in merito. Non si tratta quindi di una notizia ufficiale da parte degli operatori, ma di un rumor che però è credibile per molti motivi. Con la rete 3G (e anche 3,5G, a dirla tutta) spariranno le varie tecnologie ad essa collegate: UMTS, HDSPA, HSPA+ e altri standard di trasmissione radio di quella generazione. Dietro questa decisione ci sarebbero sia motivi economici che tecnico-normativi. I tempi, infine, sembrerebbero ristrettissimi: già nel 2020 alcuni gestori telefonici inizieranno a spegnere il segnale 3G e 3,5G.

Addio 3G: le motivazioni economiche

Tenere accesa una rete di trasmissione è un costo fisso per i gestori telefonici. Fino a quando tale rete eroga un servizio ad un numero sufficiente di utenti, allora il gioco vale la candela ma, ormai da qualche anno, la rete 3G viene usata in molte zone solo come paracadute in caso di problemi alla rete 4G.

Se qualcosa non funziona nei ripetitori 4G e il segnale viene a mancare, automaticamente i cellulari passano alla rete 3G per continuare ad offrire copertura al cliente. Con la diffusione del 5G succederà lo stesso, ma con il 4G: quella che oggi è la rete veloce in futuro diverrà la rete paracadute del 5G. Rendendo inutile tenere accese le antenne 3G.

Addio 3G: meno emissioni per tutti

C’è poi una seconda motivazione, probabilmente più importante ancora della precedente, dietro la decisione di spegnere le antenne 3G: lasciare spazio alle emissioni elettromagnetiche create dalle antenne 5G. La legge italiana prevede limiti severissimi alle emissioni elettromagnetiche derivanti dalle antenne per la comunicazione cellulare. Limiti ben inferiori a quelli imposti in altri grandi mercati europei e decisamente al di sotto delle linee guida internazionali.

Questi limiti non si applicano alla singola antenna, ma al sito che ospita tutte le antenne: dal 2G alla radio, analogica e digitale, passando per la televisione e, a breve, la nuova connessione 5G. La maggior parte dei siti che oggi ospitano antenne in Italia sono saturi o quasi: non si può aggiungere una nuova fonte di trasmissione senza sforare i limiti alle emissioni elettromagnetiche. Spegnere la rete 3G, in questo caso, abbatte le emissioni complessive del sito e, di conseguenza, “fa spazio” a quelle del 5G.

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