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SCIENZA

Una nuova foce scoperta su Marte fa largo a una nuova e affascinante teoria

Numerose prove da Marte avvalorano la teoria della presenza di ghiaccio nel sottosuolo del pianeta rosso: un passo importante verso una delle più importanti scoperte spaziali dell'uomo

Nuove affascinanti immagini provenienti da Marte aprono le porte a delle interessanti teorie. Scatti ottenuti dalla High Resolution Stereo Camera (HRSC), posta a bordo della sonda Mars Express dell’ESA. Ciò che mostrano sono le caratteristiche fluviali, in superficie, di Mangala Valles sul pianeta rosso.

Nuova foce su Marte

Quando si parla di Mangala Valles, occorre precisarlo, si fa riferimento alla più nota formazione geologica sulla superficie del pianeta rosso. Si tratta di una delle aree più studiate e il suo nome non è altro che la traduzione di Marte in sanscrito.

Di fatto è stata fotografata una nuova foce, ovvero una struttura connessa a eventi fluviali avvenuti in un remoto passato del pianeta. L’area che l’HRSC ha fotografato è posta sul rigonfiamento sud-occidentale di Tharsis. Ciò che pone in evidenza è l’imbocco dei canali di deflusso, Mangala Valles e Minio Vallis.

Guardando alla sorgente di questo canale di deflusso, si comprende come sia connessa alla Fossa di Mangala. In questo caso parliamo di una fessura che corre per svariate centinaia di chilometri, in direzione est-ovest. Scatti particolarmente rilevanti, perché consentono alla comunità scientifica di lavorare a nuove teorie, che possono modificare la concezione che abbiamo di Marte.

Tutto ciò non è rilevante soltanto sotto l’aspetto della storia del pianeta, tutt’altro. L’insieme di questi dati sarà infatti cruciale quando metteremo piede sul pianeta rosso. Una volta che ci sarà un campo base effettivo, si avranno tante statistiche da verificare e concretizzare, in modo da sapere da dover partire, per dirla in maniera semplicistica.

Per il momento stiamo scalfendo la superficie, considerando la distanza che intercorre tra noi e Marte. Quelle che oggi sono teorie, però, potrebbero risultare vere e proprie rivoluzioni tra non molti anni. L’ultima, in ordine cronologico, si connette ovviamente a quanto evidenziato da queste foto: una formazione connessa a un processo che sulla Terra chiamiamo “svuotamento di dighe”.

Una teoria affascinante

Si parla di svuotamento di dighe quando la roccia fusa, estremamente calda, riesce a farsi largo verso la superficie, passando attraverso una fessura. In questo modo procede alla liberazione di grandi quantitativi d’acqua. Ciò perché il ghiaccio sottostante viene sciolto.

Per quanto concerne Marte, non è affatto chiaro in che misura acqua, fango o anche masse di ghiaccio, insieme con l’azione dei venti, abbiano scavato questo canale, così come per quanto tempo. Si tratta di una teoria che poggia le basi su analisi effettuate sulla Terra, dove di formazioni simili non mancano esempi. Basti pensare all’Islanda, terra in cui l’attività vulcanica provoca episodici rilasci d’acqua dai serbatoi stipati nel sottosuolo, generando inondazioni spesso catastrofiche.

Una visione affascinante, a dir poco, della conformazione di Marte. Lungo i canali si notano aree con caratteristiche di “terreno caotico”. Ciò non fa che dar forza alla teoria secondo la quale esisterebbe ghiaccio sottosuperficiale sul pianeta rosso. Questo è probabilmente uno degli elementi cardine di quella che sarà la ricerca in loco un giorno.

Su piccola scala, le aree di “terreno caotico” sono caratterizzate da blocchi isolati di materiale superficiale, disposti in maniera casuale nel corso del rilascio d’acqua dal sottosuolo e il successivo collasso della superficie. Enormi aree del genere sono state individuate nei pressi di Chryse Planitia da Kasei a Maja, fino ad Ares Velles. Territori di origine dei canali di deflusso.

Per quanto incredibile, questa teoria si fa sempre più interessante. Basti pensare che sono state avvistate delle piccole reti di valli “dendritiche”, in prossimità dei canali. Il tutto con numerose valli affluenti. Cosa vuol dire tutto ciò? Possibili precipitazioni.