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Netflix è in difficoltà: cosa cambia per gli utenti

Il gigante dello streaming non cresce più e non è solo colpa della guerra in Ucraina: i costi dell'abbonamento sono diventati eccessivi per molti utenti e in troppi condividono l'account

Per la prima volta dalla sua nascita Netflix perde utenti invece che guadagnarne: è successo nel primo trimestre del 2022 e il brutto risultato è stato comunicato ufficialmente dall’azienda agli azionisti, come previsto dalla normativa americana sulle società quotate in borsa. In questi primi tre mesi Netflix ha perso 200 mila abbonati.

Netflix si aspettava di crescere di 2,5 milioni di abbonati a fine 2022, ma è ben lontana dal risultato inizialmente previsto: a causa del blocco delle attività in Russia la piattaforma di streaming ha già perso 700 mila abbonati, ma dinamiche simili le stanno registrando anche le altre piattaforme americane. Ben più preoccupante, invece, è il risultato in USA e Canada dove Netflix ha perso 600 mila abbonati a causa dei recenti aumenti di prezzo degli abbonamenti. Quest’ultimo è un segnale pessimo, che lascia intendere che la situazione non migliorerà a breve ma, al contrario, potenzialmente potrebbe peggiorare. Tanto è vero che la previsione a fine 2022 della stessa Netflix è quella di 2 milioni di abbonati in meno.

I concorrenti di Netflix

Alla base del brusco stop di Netflix c’è di sicuro il fatto che, a differenza che in passato, adesso la piattaforma ha più di un concorrente vero ed agguerrito. Prima c’era solo Amazon Prime Video, e non era neanche abbastanza strutturato per fare una vera concorrenza a Netflix.

Ora non solo Prime Video è ben più forte di prima, con decine di produzioni originali in catalogo, ma si è aggiunto anche Disney+ e altre piattaforme locali che stanno aumentando i loro sforzi.

Gli account condivisi Netflix

Secondo Netflix, però, il grosso del problema sta negli account condivisi dagli utenti che “offrono" la loro password ai non abbonati. A detta della società ciò causa il mancato abbonamento di ben 100 milioni di utenti, 30 milioni dei quali nei soli Stati Uniti e Canada.

Poiché oggi Netflix ammette di avere 222 milioni di utenti nel mondo, ne risulta che gli utenti reali sarebbero oltre 320 milioni e che un utente Netflix su tre sarebbe “a scrocco“. Sono dati importanti, che andrebbero verificati.

Cosa cambia per gli utenti

E’ chiaro, comunque, che Netflix ha mandato un messaggio molto chiaro ai suoi azionisti (e, quindi, anche a tutti noi): bisogna combattere la condivisione degli account. Con tre metodi, due dei quali già noti e uno nuovo.

Il primo metodo è la repressione: Netflix sta già inviando dei messaggi agli utenti in caso di sospetta condivisione in violazione dei termini di utilizzo, arrivando anche a bloccare la visione sullo schermo “a scrocco“.

Il secondo metodo è testando, in Cile, Costa Rica e Perù, un abbonamento leggermente più costoso che permette la condivisione della password con due persone al di fuori del nucleo familiare.

Il terzo metodo, fino ad ora solo ipotizzato dalle indiscrezioni, sembra oggi più possibile anche alla luce delle parole del CEO di Netflix, Reed Hastings, citate dal giornale americano Deadline: l’ipotesi di un abbonamento a costo ridotto, ma con le pubblicità all’inizio dei film e delle serie TV, non è più un tabù.

Ma, probabilmente, è ancora presto per parlarne perché, come giustamente fa notare Hastings, parte degli attuali 222 milioni di utenti di Netflix potrebbero scegliere di passare all’abbonamento ridotto, facendo così scendere e non salire le entrate della piattaforma.

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