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PMI E INDUSTRIA 4.0

PMI, una minaccia informatica su tre arriva da Linux

Nuovi malware Linux colpiscono i web server e gli oggetti connessi presenti all'interno delle fabbriche delle PMI italiane. Ecco come difendersi

19 Luglio 2017 - Quando si parla di grandi attacchi informatici alle imprese quasi tutti puntano il dito su alcune vulnerabilità presenti nei sistemi operativi Windows. Eppure un nuovo report pubblicato da WatchGuard ha dimostrato che il 36% degli attacchi hacker alle PMI nel primo trimestre del 2017 nasce in ambiente Linux.

In maniera particolare stiamo parlando dei malware meglio conosciuti come Linux/Exploit, Linux/Downloader e Linux/Flooder, che sono stati usati soprattutto per generare attacchi a web server e a oggetti connessi. Gli hacker nell’ultimo periodo stanno prendendo di mira soprattutto i web server, proprio grazie a dei malware generati in ambiente Linux. Lo schema ricorrente è quello di creare siti trappola. Non è un caso che nei primi sei mesi di quest’anno l’82% degli attacchi informatici generati in Rete ha colpito proprio i web server di piccole e medie imprese.

I consigli per le PMI

Come possiamo difenderci da questi nuovi pericoli per la nostra azienda che arrivano da Linux? Il metodo consigliato è lo stesso dei sistemi Windows. Innanzitutto dobbiamo costantemente aggiornare il nostro sistema operativo. In secondo luogo è fondamentale controllare le versioni disponibili del nostro antivirus e installare sempre l’ultima. Inoltre, si devono impostare delle limitazioni sui siti accessibili in azienda e bloccare i pop-up sul browser. I virus in arrivo da Linux però non sono l’unica nuova minaccia per le aziende. Dal sistema Android è in arrivo un malware che colpisce in maniera particolare gli oggetti Internet of Things. Si tratta del virus chiamato StageFrighr. A dire la verità è un malware creato nel 2015 ma che sfruttando le vulnerabilità IoT si sta diffondendo nell’ultimo periodo.

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