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Sorpresa: gli italiani cancellano gli abbonamenti allo streaming

Il mercato dello streaming in Italia è sempre più ricco, ma il portafoglio degli italiani è sempre più povero: i dati AGCOM fotografano un calo degli abbonati di ben 870 mila unità

La passione degli italiani per lo streaming è già finita? No, ma il mercato è ormai maturo e, come in tutti i mercati maturi, si iniziano a vedere delle oscillazioni: alcune piattaforme salgono, altre scendono e lo stesso vale per il numero totale degli abbonati e delle ore di visione.

Gli ultimi dati disponibili sono quelli dell’Osservatorio sulle Comunicazioni trimestrale dell’AGCOM, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, e fotografano un sostanzioso calo delle ore passate davanti le piattaforme a pagamento, oltre ad un calo degli abbonati di Netflix, Prime Video e DAZN. Crescono, invece, Disney+ e Sky-Now.

Meno streaming per tutti

Il primo numero che salta all’occhio nel report dell’AGCOM è la quantità totale di utenti delle piattaforme VOD, cioè Video On Demand (a pagamento): a marzo 2023 15 milioni e 275 mila utenti si sono collegati a una o più piattaforme, con un calo di ben 870 mila utenti rispetto a marzo 2022.

Diminuisce anche la quantità di tempo trascorso davanti lo schermo: -12,8% in totale, con Netflix che perde 9 milioni di ore e Amazon Prime Video 8 milioni di ore (con un vero crollo, pari a -40,8%). Scendono anche le ore di visione su Disney+ (da 8 a 5 milioni) e DAZN (da 3 a 2,5 milioni), mentre sale Sky Now (+8,6%).

Interessante notare che perdono utenti anche le piattaforme gratuite, come Mediaset, Sky TG24 e RaiPlay, che in totale sono state utilizzate da 648 mila utenti in meno a marzo 2023 rispetto a marzo 2022.

Streaming a pagamento: chi sale e chi scende

L’offerta delle piattaforme di streaming in Italia è ormai abbondante, quasi sovraffollata, e il mercato è ormai così maturo che sono finiti i tempi in cui per gli utenti lo streaming era un affare: oggi le piattaforme alzano i prezzi, stringono sulla condivisione delle password e cercano di tenere in regola i bilanci.

Gli utenti rispondono, razionalizzano la loro spesa e, se serve, rinunciano ad uno o a tutti gli abbonamenti. Così, in totale, rispetto all’anno scorso gli abbonati in totale sono 870 mila in meno. Perdono utenti Netflix, DAZN e Prime Video, ne guadagnano Disney+ e Sky-Now. Questi i numeri:

  • Netflix: -3,6%
  • Prime Video: -10%
  • DAZN: -10,2%
  • Disney+: +5,8%
  • Sky-Now: +15,3%

Il dato più interessante, in prospettiva, è forse quello di Disney+. La piattaforma è ancora molto giovane e in Italia è arrivata solo a fine marzo 2020 (Netflix è disponibile in Italia da ottobre 2015), e quindi è normale che cresca molto.

Dietro Disney+, però, c’è un colosso dalle potenzialità enormi e dentro Disney+ c’è un catalogo preziosissimo, che mette insieme le produzioni e i brand di Disney, Pixar, Marvel, Star Wars, National Geographics e Star.

Da The Mandalorian a Futurama, da Grey’s Anatomy a tutti i contenuti firmati Marvel, oggi Disney+ sembra destinata a diventare la sfidante più pericolosa per Netflix.