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Windows 7, ultima chiamata: cosa sta succedendo

Manca un mese al "pensionamento" di Windows 7, ma il numero di utenti sembra non calare. Microsoft lancia così una campagna per invitare ad aggiornare sistema

11 Dicembre 2019 - Tra poco più di un mese, per la precisione il 14 gennaio 2020, Microsoft metterà la parola fine al suo sistema operativo Windows 7: non verranno più rilasciati update, neanche quelli minimi di sicurezza. Esattamente il giorno dopo, il 15 gennaio 2020, Microsoft inizierà una massiccia campagna di “sensibilizzazione” per far passare gli utenti a Windows 10.

Già nelle settimane scorse gli utenti dei vecchi sistemi operativi, anche quelli di Windows 8 e 8.1, hanno ricevuto dei messaggi pop-up da Microsoft con i quali venivano avvertiti dei rischi di un sistema operativo non più aggiornato. Adesso, però, Microsoft si fa più insistente: a partire dal 15 gennaio gli utenti di Windows 7 vedranno una schermata a tutto schermo che descrive tutti i rischi di continuare a usare questo sistema operativo non più aggiornato dopo la fine del supporto. Non si tratta più di un fastidioso ma tutto sommato tollerabile pop-up, quindi, ma una inquietante schermata full screen.

L’avviso di Microsoft: passate a Windows 10

Nel suo supporto online Microsoft spiega che la schermata apparirà a chi ha installato le versioni Start, Home Basic, Home Premium, Professional (se l’utente non ha acquistato l’estensione del supporto tecnico) e Professional di Windows 7 Service Pack 1. La notifica resterà visibile finché l’utente non compierà un’azione: “Scopri di più“, “Ricordamelo dopo” o “Non ricordarmelo più“. Rispetto alle notifiche già viste su Windows 8, quindi, quella in arrivo su Win 7 sarà ben più invasiva e avrà palesemente lo scopo di far preoccupare l’utente.

Perché bisogna aggiornare Windows 10

Se i metodi di Microsoft non sono proprio ortodossi, le finalità sono però giustificate: continuare a usare Windows 7 anche dopo la fine del supporto ufficiale è effettivamente pericoloso. Per noi e per gli altri, perché se il nostro PC viene infettato da un malware può essere usato come “zombie” in una rete botnet e, di conseguenza, gli hacker possono usare parte della potenza del nostro processore e la nostra connessione a Internet per bombardare siti e server a nostra insaputa. Tra l’altro, c’è un rischio nel rischio: con la fine del supporto a Windows 7 arriverà anche la fine del supporto a “Microsoft Security Essentials” (MSE), l’antivirus gratuito inserito da Microsoft all’interno del sistema operativo. Microsoft, infatti, ha chiaramente affermato che MSE non riceverà più aggiornamenti delle definizioni dei virus.

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