ragazza che guarda lo schermo dello smartphone Fonte foto: Shutterstock
HOW TO

Come difendersi dalle trappole degli abbonamenti telefonici

L'AGCM ha recentemente sanzionato Telecom per una pratica commerciale ritenuta scorretta. Cosa possono fare gli utenti per difendersi

L’Autorità Antitrust ha pubblicato nella giornata di ieri un provvedimento che invita gli utenti a informarsi adeguatamente prima di sottoscrivere un’offerta telefonica, soprattutto se questa è comunicata con un messaggio di testo considerato sin troppo sintetico dagli esperti dell’AGCM (acronimo di Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato).

Infatti, spesso questi messaggi possono sembrare molto vantaggiosi ma nascondono clausole da cui è fondamentale difendersi. Sono costruiti per attirare l’attenzione del consumatore e spesso mettono fretta, sfruttando il principio della scarsità e dell’emergenza. Magari, l’SMS comunica che l’offerta scadrà domani o che è disponibile per un numero ristretto di persone. In realtà, questa è una vera e propria tecnica per spingere i consumatori a sottoscrivere subito l’abbonamento che, sulla carta, sembra il migliore mai proposto. La comunicazione di Antitrust nasce da un provvedimento preso contro Telecom.

Antitrust: tutto ha inizio con una multa a Telecom

L’avviso dell’Antitrust arriva in seguito ad una multa per Telecom da 4,8 milioni arrivata proprio a causa di un SMS fuorviante. Il messaggio, inviato nel 2019, tentava di riconquistare gli ex clienti che avevano deciso di lasciare la compagnia per altre aziende, in particolare Iliad.

Quali sono gli elementi da cui stare in guardia?

Il primo elemento a scatenare le ire dell’Antitrust è stato la lunghezza del messaggio: di base le compagnie telefoniche possono inviare messaggi per proporre offerte, ma il numero di caratteri comunica quanta buona fede c’è nel contenuto e quante informazioni non vengono comunicate. Minore è la dimensione e maggiori sono i dettagli trascurati, quindi l’offerta è meno chiara e fuorviante. L’autorità invece è a favore dei messaggi lunghi e ancor di più delle catene di SMS che spiegano nel dettaglio la proposta commerciale.

Purtroppo gli operatori preferiscono spedire SMS striminziti contenenti solo le informazioni favorevoli per eventuali clienti. L’offerta si trasforma in una vera e propria esca, sembrando molto vantaggiosa e irresistibile. Telecom, in seguito al richiamo dell’Antitrust ha corretto il tiro: all’interno dell’SMS ha aggiunto il link completo alla pagina che spiega i dettagli dell’offerta. Questa è una buona soluzione, anche se sarebbe meglio non ci fossero tutti questi passaggi: nel messaggio è necessario inserire le informazioni complete.

Il terzo elemento da prendere in considerazione è l’espressione usata per invitare gli utenti a sottoscrivere l’offerta: l’SMS di Telecom diceva ai consumatori di “correre” nei negozi per aderire. Qui molti hanno scoperto che il costo e gli oneri sono importanti. Purtroppo, spesso neanche nei negozi Telecom gli operatovi esplicitavano il costo e le clausole dell’offerta.

Tra queste spiccavano i 12 euro per le spese di attivazione, 10 euro per il costo della SIM oltre a 2 euro di prelievo al mese. L’offerta comprendeva 1 giga al mese, e se l’utente se avesse consumato di più sarebbe potuto arrivare a pagare circa 10 euro in più al mese. Infine, erano obbligati a rimanere con l’ex monopolista di Stato per almeno 24 mesi, pena il pagamento di una penale.

Il postino intelligente: denuncia dell’Antitrust

Le persone potevano aderire all’offerta anche dopo la chiamata di un call center, ricevevano così a casa la visita di un postino intelligente. La persona incaricata, dopo aver consegnato la SIM e faceva firmare il contratto al cliente. L’Antitrust ha denunciato anche questa pratica, perché non dava la possibilità all’utente di leggere il contratto in modo tranquillo e con calma. Questi sono solo alcuni degli elementi che l’Autorità Garante ha segnalato, mettendo in guardia gli utenti, e inviando una sanzione salata a Telecom.

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