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Droni e robot, l'innovazione per liberare gli oceani dalla plastica

Tra le 117 tecnologie censite dallo studio, un drone-squalo e una nave robot: droni e robot, l'innovazione per liberare gli oceani dalla plastica.

Gli utilizzi di droni e robot sono sempre più disparati e, tra preoccupazioni che riguardano l’eliminazione della forza lavoro a favore di braccia automatizzate, o che riguardano gli impieghi bellici di tecnologie "asettiche", in grado insomma di uccidere senza provare rimorso, ecco, tra questi fatti più "sinistri", ogni tanto si fa strada qualche buona notizia. È proprio il caso dei droni e dei robot già al lavoro negli oceani e nei mari del mondo per ripulire le acque dalla plastica.

Quante sono le tecnologie a nostra disposizione per salvare gli oceani dalla plastica

Alcuni scienziati hanno provato a estrapolare il numero di tecnologie attualmente a disposizione dell’uomo per arginare i danni dei rifiuti in plastica. I ritrovati sono in tutto 117. Un numero sicuramente incoraggiante, se pensiamo che tra essi potrebbe esserci il brevetto in grado di dare un contributo determinante alla salvaguardia delle distese acquatiche. Quel che è ancora più entusiasmante, però, è il trend in aumento. Dal 2016 al 2020, quindi in 4 anni soltanto, le tecnologie anti-plastica sono aumentate del 73%.

Gli investimenti che hanno portato alla realizzazione di un parco tecnologico così ampio arrivano da istituti scientifici, fondi nazionali e, dal 2015 soprattutto, privati e organizzazioni non governative. Tra i principali finanziatori anche l’Ue. Un contributo che presumibilmente diventerà più cospicuo negli anni in cui i soldi del Recovery Fund prenderanno la direzione della transizione ecologica, il principale capitolo di spesa, ad esempio, del piano italiano.

Squali meccanici e navi robot, ecco le tecnologie anti-immondizia

Ecco quindi alcune impressionanti dispositivi la cui missione è, tra le altre cose, erodere quell’isola di plastica che spesso viene menzionata nelle discussioni sulla sostenibilità (si tratta del Great Pacific Garbage Patch, che si trova appunto nel Pacifico): cestini galleggianti che filtrano l’acqua trattenendo l’immondizia, chiamati seabin; un muro subacqueo che non lascia passare la plastica, intrappolandola; un’imbarcazione cattura-rifiuti alimentata a energia solare, capace di raccogliere la plastica prima ancora che essa prenda la strada del mare; il drone WasteShark, che raccoglie i rifiuti grazie a un pilota automatico.

Tra gli utilizzi avanguardistici della tecnologia volante, ci sono sicuramente i droni targati Amazon, in grado di consegnare un pacco in appena mezz’ora. Per non parlare dell’utilizzo dei robot nei campi, che promette di creare una generazione di contadini 2.0.

Giuseppe Giordano

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