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WhatsApp, sicurezza a rischio: la richiesta del governo USA

Il Governo degli Stati Uniti vuole abbassare gli standard di sicurezza di WhatsApp per rendere più semplice l'identificazione di terroristi e criminali

4 Ottobre 2019 - Nei prossimi anni WhatsApp potrebbe essere meno sicuro di quanto lo è adesso. O perlomeno è quanto spera il Governo degli Stati Uniti, che sta iniziando la propria lotta personale contro i sistemi di crittografia end-to-end utilizzati dalle applicazioni per proteggere la privacy degli utenti. Per capire un po’ di più quello che sta accadendo, bisogna fare un passo indietro e spiegare come funziona la sicurezza su WhatsApp.

L’applicazione di messaggistica utilizza la crittografia end-to-end per proteggere i messaggi degli utenti. Si tratta di un particolare sistema che rende indecifrabile il contenuto del messaggio, anche nel caso in cui un hacker riesca a entrarne in possesso. WhatsApp utilizza uno dei sistemi di crittografia più evoluti ed efficienti presenti sul mercato, lo stesso presente su Signal, considerata da molti l’app di messaggistica più sicura. Facebook, azienda proprietaria di WhatsApp, ha l’intenzione di portare la crittografia end-to-end anche all’interno delle altre app della società, compresa Facebook Messenger. Inoltre, come annunciato da Mark Zuckerbeg, Facebook sta aumentando gli investimenti in sicurezza informatica per migliorare la privacy delle proprie piattaforme, a seguito dello scandalo Cambridge Analytica che ha evidenziato le falle presenti sul social network.

E qui entra in gioco il Governo degli Stati Uniti, rappresentato da William Barr, il Ministro della Giustizia. Secondo quanto riportato da alcune testate statunitense, il politico sarebbe pronto a inviare una lettera a Facebook invitandola a bloccare gli investimenti in privacy e sicurezza, limitando l’utilizzo della crittografia end-to-end. O nel caso a creare una backdoor su WhatsApp, che permetta agli investigatori di controllare i messaggi inviati da criminali, terroristi e coloro che si macchiano di  reati gravi. Per chi non lo sapesse, una backdoor è un metodo informatico (segreto) che permette di accedere all’interno di dispositivi o software, aggirando i normali sistemi di sicurezza.

WhatsApp, cosa cambierebbe per gli utenti

La lettera che il Ministro della Giustizia invierà a Facebook è stata anticipata da alcuni giornali statunitensi e ha creato un grosso dibattito nel mondo della tecnologia. Se Facebook dovrà veramente adeguare i propri standard di sicurezza ai nuovi diktat governativi, la privacy degli utenti e la sicurezza degli utenti verrebbe meno su WhatsApp.

Finora l’applicazione di messaggistica si è contraddistinta per essere una delle più sicure disponibili per gli smartphone. I messaggi vengono crittografati e resi inaccessibili agli hacker. E proprio questo è l’aspetto che più fa discutere. Secondo il Ministro della Giustizia la crittografia end-to-end complicherebbe le indagini federali, come accaduto nel 2015 con la Strage di San Bernardino. Lo smartphone dell’attentatore era bloccato con un codice di sicurezza che Apple non ha mai voluto rivelare e alla fine l’FBI si è affidata ad aziende private per ottenere il PIN. Il Ministro della Giustizia non vuole che si ripetano situazioni del genere. Anche a discapito della privacy dei cittadini-utenti.

Quali sono i rischi

Il mondo della tecnologia si sta interrogando sulla fattibilità della proposta del Governo degli Stati Uniti. Tutti sono concordi sul fatto che dare la possibilità agli investigatori di entrare tramite una backdoor all’interno dell’account privato WhatsApp di una persona è un grosso pericolo. Non solo per la propria privacy: lo stesso sistema potrebbe essere utilizzato anche dagli hacker per rubare informazioni sensibili a qualsiasi persona. Vedremo cosa accadrà nei prossimi mesi e quale sarà la risposta di Facebook alle richieste del Governo statunitense.