android 11 Fonte foto: Juan Ci / Shutterstock.com
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Android 11, tutte le novità che migliorano lo smartphone

Google ha pubblicato la beta pubblica di Android 11 che può essere già installata su alcuni smartphone. Ecco le novità principali

Da poche ore Google ha rilasciato la prima beta ufficiale per gli sviluppatori di Android 11, la nuova release del suo sistema operativo mobile che arriverà in versione definitiva a fine estate. Adesso, quindi, sappiamo le novità di Android 11.

Novità che riguardano sia la gestione della privacy dell’utente e la protezione dei suoi dati personali, sia l’interfaccia grafica, sia le funzioni per gli sviluppatori. A guardare la beta sembrerebbe che Android 11 sarà parecchio più comodo da usare di Android 10 o precedenti, grazie ad una interfaccia utente più organica e alla riorganizzazione in senso funzionale di alcune parti della UI già presenti. A guardare le novità tecniche relative alla privacy, invece, molto ancora c’è da fare ma i passi avanti ci sono e vanno apprezzati. La prima beta pubblica di Android 11 è già disponibile per il download agli utenti con smartphone Pixel, a partire dai Pixel 2. In futuro sarà possibile installarla anche su altri dispositivi.

Android 11: come cambia la privacy

La novità maggiore in fatto di privacy portata da Android 11 è una evoluzione di Android 10: la possibilità di concedere le autorizzazioni alle app solo una volta. Adesso ci sono più autorizzazioni che è possibile concedere una tantum, come quella per l’accesso a microfono e fotocamera. Ma non solo: su Android 11 le autorizzazioni scadono se l’utente non usa l’app per diverso tempo e, quando la usa di nuovo, vanno riconcesse per sicurezza. In controtendenza, però, Google concede più tempo agli sviluppatori per fare i cambiamenti necessari ad ottenere l’accesso in background alla posizione dello smartphone.

Android 11: come cambia l’interfaccia

Anche l’interfaccia utente viene leggermente ridisegnata in Android 11. Tutte le notifiche provenienti dalle app di messaggistica istantanea, ad esempio, vengono raggruppate in un’unica zona dell’area notifiche mentre più app possono usare le “Bubbles“, cioè la versione Google delle “chat heads” di Facebook. Chi usa la tastiera Google, poi, riceverà suggerimenti mentre scrive che saranno basati sull’intelligenza artificiale. La privacy, però, sarà salvaguardata perché il dispositivo elaborerà in locale i suggerimenti e non dopo aver inviato il testo ai server di Google.

Cambiano anche le funzionalità del tasto Power: ora premendolo a lungo non compaiono solo le carte di credito registrate in Google Pay ma anche alcuni controlli di app che usano delle nuove API (che debuttano insieme ad Android 11). Queste app potranno anche essere quelle di controllo dei dispositivi domotici che abbiamo in casa. Infine, se stiamo ascoltando la musica o guardando un video sullo smartphone, nell’area notifiche di Android 11 comparirà il lettore multimediale. Questa funzione, però, è ancora in beta e andrà attivata manualmente tra gli Strumenti per gli Sviluppatori.

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