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Bollette a 28 giorni, arriva la decisione dell'AGCOM

L'AGCOM ha pubblicato quattro delibere con le sanzioni pecuniarie comminate agli operatori telefonici per la fatturazione a 28 giorni

24 Giugno 2019 - La vicenda delle bollette a 28 giorni si arricchisce di un ulteriore capitolo: l’AGCOM (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni) ha pubblicato sul proprio sito internet quattro nuove delibere che definiscono le sanzioni pecuniarie nei confronti degli operatori telefonici che avevano cambiato il sistema di fatturazione. La delibera dell’AGCOM prevede che Tim, Vodafone, Wind Tre e Fastweb debbano pagare una multa di 580mila euro, per un totale 2 milioni e 320mila euro.

La decisione del Garante della comunicazione arriva a seguito della sentenza del TAR del Lazio del novembre 2018 che aveva annullato la precedente decisione che prevedeva una multa di 1,16 milioni di euro per ogni operatore telefonico. I giudici del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio avevano trovato iniqua la pena comminata dall’AGCOM e avevano consigliato di rideterminare l’importo della sanzione. Se non ci sarà un nuovo appello da parte degli operatori telefonici, le delibere del Garante dovrebbero mettere fine alla questione della fatturazione a 28 giorni.

Inoltre, in questi giorni Tim, Vodafone, Fastweb e Wind Tre stanno presentando ai propri clienti un piano di storno per risarcirli delle bollette a 28 giorni. Si tratta di offerte che presentano servizi gratuiti o la possibilità di utilizzare degli sconti per l’acquisto di oggetti sui siti di e-commerce.

Fatturazione a 28 giorni, arrivano le multe per gli operatori telefonici

Con le delibere 219, 220, 221 e 222/19/CONS l’AGCOM ha definito le nuove sanzioni pecuniarie che gli operatori telefonici devono pagare per aver introdotto e utilizzato per diversi mesi la fatturazione a 28 giorni, che obbligava gli utenti a pagare quasi una bolletta in più l’anno senza avere nessun servizio in più. Tim, Vodafone, Wind Tre e Fastweb dovranno pagare una multa di 580.000 a testa per chiudere definitivamente la questione.

La decisione del Garante per la comunicazione arriva a seguito dell’annullamento da parte del TAR del Lazio della prima sanzione pecuniaria comminata agli operatori telefonici, giudicata iniqua da parte dei giudici amministrativi (ammontava a 1,16 milioni di euro). L’AGCOM ha ricalcolato la multa, facendo pagare alle aziende la metà di quanto stabilito all’inizio. Ora bisognerà vedere se gli operatori telefonici vorranno appellarsi nuovamente al TAR del Lazio per far annullare le delibere del Garante della comunicazione.