cosa rappresentano i captcha Fonte foto: Shutterstock
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Cosa sono e come funzionano i captcha

In questo articolo ti forniremo alcune informazioni per saperne di più sui captcha. Scopri a cosa servono, come utilizzarli e quali sono le tipologie esistenti.

Non c’è bisogno di essere un esperto informatico o un provetto fruitore dell’online per aver sentito parlare dei captcha o per averli incontrati navigando in rete. Forse non sapevi esattamente il loro scopo e ti sei trovato spesso a rispondere intuitivamente alle indicazioni richieste. Ebbene, i captcha non sono un indovinello per mettere alla prova la tua pazienza, si tratta, infatti, di sistemi di sicurezza che hanno l’importante funzione di proteggere i tuoi dati dallo spam e dalla decrittografia delle password. Ecco alcune info per saperne di più.

Captcha: cosa significa

Il termine captcha è un acronimo, abbreviazione di “Completely Automated Public Turing test to tell Computers and Humans Apart”. In italiano si può tradurre come “Test di Turing pubblico e completamente automatico per distinguere computer e umani”. Come gran parte dei vocaboli del settore informatico che, spesso, riprendono parole e modi di dire di uso quotidiano, qui si fa un po’ il verso – fonetico- all’espressione inglese “Caught you”, cioè “Ti ho beccato”.

Sulle origini del captcha

La storia dei captcha risale al 1997, anno nel quale furono progettati dal settore ricerca e sviluppo di AltaVista, con a capo Andrei Broder, per evitare ai bot la possibilità di aggiungere URL al loro motore di ricerca. Secondo Broder, l’introduzione di questa tecnologia ha diminuito lo spam di oltre il 95%. Il termine captcha è stato, però, coniato nel 2000 da Luis von Ahn, Manuel Blum e Nicholas J. Hopper della Università Carnegie Mellon di Pittsburgh e da John Langford della IBM, l’azienda statunitense più antica e tra le più importanti al mondo nel settore informatico.

Questo team di ricerca ha, poi, elaborato e diffuso un’altra idea del test captcha, intendendo con esso ciascun tipo di programma in grado di contraddistinguere tra persone fisiche e computer. Il team ha sviluppato, dunque, una serie di tipologie differenti di test, molti dei quali hanno ricevuto un’ampia diffusione grazie all’utilizzo da parte del portale web Yahoo! I captcha sono stati prontamente adottati nel mondo di Internet e impiegati per vari usi principalmente per prevenire lo spam e l’estrazione automatica dei dati dai siti web.

Captcha: cos’è e quali tipologie ci sono

Il captcha è un elemento che permette a un modulo o ad un altro procedimento di interazione di identificare la presenza umana e invalidare eventuali automatismi malevoli. Esistono vari tipi di codici. C’è il captcha “classico” che contempla l’immissione di elementi alfanumerici: numeri e lettere maiuscole e minuscole in un determinato campo. Spesso i caratteri sono deformati, ruotati, curvati, combinati con componenti grafici aggiuntivi, come linee, tonalità di colori o interferenze visive.

Oltre ai captcha testuali, ci sono i procedimenti che si basano sulle immagini. Qui è necessario un click sulle sezioni delle immagini proposte per superare facilmente la verifica. Per le persone con problemi alla vista e non vedenti, un captcha visivo può essere un impedimento. Per garantire una migliore usabilità è bene predisporre captcha che possono essere verificati su più canali sensoriali, prevedendo un pulsante alternativo con cui gli utenti possono ascoltare una registrazione audio.

Captcha: come utilizzarli nei tuoi siti o blog

Il captcha rappresenta un rilevante passaggio per tutelare la sicurezza di un sito web senza andare a stravolgere la User Experience. In effetti, a prima vista, ci si potrebbe chiedere: perché complicargli la vita? Sappiamo quanto l’esperienza utente sia basata su percezioni personali come l’utilità, la semplicità nell’utilizzo e l’efficienza del sistema. È, chiaramente, importante semplificare tutti i vari passaggi su di un sito web o blog, specialmente quelli che consentono alla persona di trasformarsi in lead o cliente.

Dunque, potrebbe sembrare più conveniente eliminare tutti i captcha dal tuo sito e lasciare libero spazio all’invio dei messaggi o alle azioni dell’utente ricercate. La soluzione migliore è ottimizzare l’utilizzo dei captcha stessi. Per inserire un captcha sul tuo blog o sito puoi usare le varie estensioni che permettono di gestire queste finestre di verifica. Di solito si collocano vicino ai form contatti, nelle landing page o in prossimità dei commenti del blog. Importante, inoltre, prevederli nei moduli d’iscrizione anche per eventi, newsletter, etc… Ecco alcune regole da seguire per i tuoi siti o blog:

  • fai in modo che sia facile per tutti i tuoi potenziali users;
  • prendi in considerazione l’eventualità di possibili problemi di vista e udito;
  • la lingua del captcha deve essere quella dei tuoi utenti;
  • procedi con delle prove tu stesso per “testarli”.

Il reCaptcha di Google

Il reCaptcha è plugin messo a disposizione da Google. La sua peculiarità consiste nel fatto che le interpretazioni fornite dagli utenti a caratteri difficili da decifrare per una macchina, contribuiscono alla ottimizzazione della digitalizzazione di testi nelle biblioteche e negli archivi. Negli ultimi anni, Google ha implementato un metodo per riconoscere i bot in maniera più semplice: basta spuntare la casella con scritto “Non sono un robot”. Questo sistema di Intelligenza Artificiale, può prevedere un secondo test in cui gli internauti devono cliccare su tutte le immagini contenenti un determinato oggetto.

Per alcuni utenti, i codici captcha potranno apparire un pò seccanti, soprattutto se attivati male. Va, però, considerato che la loro utilità supera di gran lunga gli inconvenienti. In fondo si tratta di perdere qualche secondo! Invece, se possiedi un sito, cerca sempre di utilizzare i benefici dei captcha senza condizionare negativamente l’esperienza utente, ma aggiungendo un importante livello di sicurezza per il tuo portale.

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