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PMI E INDUSTRIA 4.0

IoT, Industry 4.0 e Industrie 4.0, quali le differenze?

Quarta rivoluzione industriale e Industry 4.0 vengono spesso usati come sinonimi, ma indicano due contesti diversi, uno più tecnologico l'altro più teorico

A discapito di un nome che sembra accomunarli i termini Industria 4.0 e quarta rivoluzione industriale non sono intercambiabili. Insomma, guardando le sfumature di significato, quando usiamo una delle due parole non possiamo utilizzare l’altra come sinonimo. Ecco dunque le differenze tra Industry 4.0 e Industrie 4.0.

Se parliamo di rivoluzione industriale dobbiamo fare un salto indietro di diversi anni dentro i libri di storia. Con il termine prima rivoluzione industriale si indentifica quel processo di meccanizzazione dei processi lavorativi partito intorno al 1790 nel Regno Unito. I nuovi macchinari, alimentati dalla scoperta del motore a vapore, cambiarono radicalmente molti impieghi e molti prodotti. Nacquero per esempio in questo periodo anche le parti intercambiabili. Che nel tempo hanno portato alle prime produzioni di massa. All’inizio del XX secolo l’industria automobilistica ha sconvolto nuovamente il mondo dell’impresa, ed è da qui che si inizia a parlare di seconda rivoluzione industriale.

Storia delle rivoluzioni industriali

La vera grande novità di quel periodo fu la creazione della catena di montaggio. Una scoperta che viene attribuita quasi sempre a Henry Ford e al suo Modello T, che venne utilizzato per la prima volta nel 1913. Anche se va detto che Ransom Olds, fondatore della Olds Motor Vehicle Company, usò un sistema simile già nel 1901. Il termine terza rivoluzione industriale invece è più nebuloso, anche perché di recente creazione. Si tratta di un modello industriale che non prende spunto da vere e proprie innovazioni tecnologiche ma unisce i nuovi modi di vivere e le odierne telecomunicazioni per raggiungere uno sviluppo globale. In pratica le industrie della terza rivoluzione sono quelle che puntano alla globalizzazione, alla comunicazione costante con il cliente, che strizzano l’occhio alle energie rinnovabili e che devono convivere con una vasta serie di forze socioeconomiche e politiche.

Quarta rivoluzione industriale

La quarta rivoluzione industriale, quella che vivremo e stiamo già vivendo in questi anni, è frutto invece di una particolare tecnologia. O meglio, sfrutta diverse tecnologie, ma deve il suo sviluppo principale all’utilizzo degli oggetti dell’Internet of Things. Ovvero i dispositivi intelligenti e connessi che permettono la creazione e la gestione dei dati e rendono interattiva un’impresa. Rispetto al passato non si tratta di una rivoluzione dettata da un cambio d’abitudine dei consumatori, o da tecnologie sviluppate per altri campi e poi applicate all’industria. Si tratta invece di un radicale cambiamento nella concezione dei processi produttivi. In ogni loro aspetto, dall’efficienza di tempi e costi passando per il monitoraggio della qualità.

Industry 4.0

Arrivati a questo punto è d’obbligo cercare di spiegare cosa intendiamo con i due termine. Cosa indichiamo dunque con Industry 4.0 e con Industrie 4.0? La società internazionale di consulenza per la gestione aziendale McKinsey and Company ha definito l’Industry 4.0 in questo modo: “si tratta della prossima fase di digitalizzazione del settore manifatturiero. Sarà guidata da quattro precise direttrici. In primis l’aumento del volume dei dati da gestire, che porteranno a una crescente forza del valore computazionale e della connettività, specie con nuove reti per la connessione a bassa potenza. All’interno delle imprese sarà poi sempre più fondamentale avere dei macchinari e delle figure professionali con un’altissima capacità di analisi e di business intelligence. Nell’Industry 4.0 sarà decisiva anche la collaborazione tra uomo e macchina, attraverso pannelli di controllo touch. Infine alcune tecnologie, come robotica e stampa 3D, permetteranno di incrementare la produzione abbassando drasticamente i costi.

Industrie 4.0

È più difficile invece spiegare il termine Industrie 4.0. Si tratta infatti di un approccio, di un punto di vista, sul nuovo modo dell’imprenditoria. Il governo tedesco, che con dei finanziamenti alle ditte sta cercando di diventare un leader mondiale nel campo delle fabbriche intelligenti, con questo termine indica: “un cambiamento di paradigma da una produzione centralizzata a decentrata e una produzione intelligente e sempre connessa”. Questo significa non solo investire sulle nuove tecnologie, ma anche formare nelle università le figure professionali adatte, creare delle leggi che aiutino le aziende nell’avvicinamento al nuovo contesto imprenditoriale. E soprattutto finanziare le realtà che stanno testando questi sistemi e diventeranno un modello per tutte le altre. Al momento in Europa la Germania è stata la prima nazione ad accorgersi del cambiamento industriale in corso. Tanto che grandi aziende come Microsoft, Cisco e IBM hanno aperto dei quartier generali tra Berlino e Monaco di Baviera. Dei laboratori dove testeranno nuove soluzioni per le nuove imprese. A livello globale invece i leader del settore Industria 4.0 sono gli Stati Uniti e la Cina. Ma si tratta di un quadro in continua evoluzione.

Anche l’Italia sta facendo grandi passi in avanti, grazie soprattutto al Piano Industria 4.0 varato dal Governo e che sta dando i primi frutti.

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