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Stop alle ricariche speciali da 5-10 euro: cosa cambia per gli utenti

Con la diffida dell'AGCOM gli operatori devono decidere che cosa fare con le ricariche speciali: ecco cosa potrebbe cambiare per gli utenti

È necessario fare un po’ di ordine nell’intricata questione delle ricariche speciali da 5 e 10 euro di cui tanto si è parlato negli ultimi mesi, soprattutto dopo la diffida da parte dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM) nei confronti degli operatori telefonici (TIM, Vodafone e Wind) che hanno messo in vendita questo tipo di ricariche.

In questi giorni si è parlato di “ricariche truffa”, “ricariche fasulle”, utilizzando spesso delle parole che non rispecchiano la vera natura delle cose. Il termine più adatto è ricariche speciali o ricariche premium, dato che all’utente viene offerto un servizio aggiuntivo, ottenendo in cambio meno traffico rispetto a quanto pagato. Per intenderci: si paga 5 o 10 euro per la ricarica e il traffico erogato è pari a 4 o 9 euro, con l’euro restante che viene utilizzato per attivare il servizio premium che varia da operatore a operatore. Questo tipo di ricarica ha sostituito nella maggior parte dei casi quelle standard nei tabacchi, nelle edicole e nei bar, i luoghi fisici più utilizzati dagli italiani per ricaricare il credito della propria scheda SIM.

Ed è stato proprio questo a scatenare la rivolta prima delle associazioni dei consumatori e poi dell’AGCOM, che ha deciso di intervenire diffidando gli operatori telefonici nel continuare a offrire solo questo metodo di ricarica nei luoghi più frequentati da una fascia di popolazione che non può permettersi di acquistare tagli più cospicui. E ora gli operatori hanno trenta giorni per adeguarsi e decidere cosa fare. La scelta più saggia sarebbe quella di tornare sui loro passi e permettere agli utenti di scegliere quale ricarica effettuare.

Che cosa sono le ricariche speciali e chi le offre

Per capire di che cosa si sta parlando, è necessario spiegare con parole semplici che cosa sono le ricariche speciali. Si tratta di una nuova tipologia di ricarica che ha affiancato quelle “standard”: oltre a ottenere il credito per la SIM, viene attivato anche un servizio a pagamento che varia a seconda dell’operatore. Per ottenere il servizio premium, però, il credito che viene erogato non è pari a quanto pagato: come detto, se si acquista una ricarica speciale da 5 o 10 euro, il traffico è di 4 o 9 euro.

Le compagnie telefoniche che offrono le ricariche premium sono TIM, Vodafone e Wind. TIM ha lanciato Ricarica+, disponibile in diversi tagli di ricarica, che offre la possibilità di avere chiamate e internet illimitato per un giorno. Giga Ricarica è quella di Vodafone: disponibile nei tagli da 5 e 10 euro, offre 3GB di dati da utilizzare in un mese. L’ultima a essere entrata sul mercato è Wind, con Ricarica Special 5 e Ricarica Special 10. In questo caso viene attivata una promozione che permette di chiamare e navigare su Internet illimitatamente per un 24 ore.

Cosa cambia per gli utenti con la diffida dell’AGCOM

Tim, Vodafone e Wind hanno trenta giorni di tempo per rispettare quanto previsto dall’AGCOM. Per gli utenti non ci dovrebbero essere grandi cambiamenti, se non una maggiore chiarezza sulle tipologie di ricariche presenti nei negozi, bar, tabacchi, sul sito web e nell’app. Un grosso passo in avanti, esattamente quello che chiedevano le Associazioni dei consumatori.

La prima a rispondere alle richieste dell’Autorità è stata Vodafone che tramite un comunicato stampa ha fatto sapere che da gennaio 2020 le ricariche standard torneranno a essere disponibili anche presso i bar, le ricevitorie, i tabaccai e le edicole. Inoltre, l’operatore telefonico ha voluto sottolineare che:

  • i tagli di ricarica da 5€ e da 10€ con solo traffico telefonico sono sempre rimasti disponibili presso i negozi Vodafone, online e attraverso l’app;
  • quando è stato lanciato il prodotto Giga Ricarica sono stati inviati SMS informativi a tutti i clienti che avevano effettuato una ricarica nei canali in cui è stato introdotto;
  • contestualmente comunichiamo mensilmente con i canali di vendita in modo che le informazioni sul prodotto siano sempre disponibili.

La stessa decisione presa da Vodafone, molto probabilmente, verrà seguita anche dagli altri operatori telefonici. Vedremo nei prossimi giorni come evolverà la situazione: vi terremo aggiornati.

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