cos'è il digitale terrestre Fonte foto: Shutterstock
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Cos'è e come funziona il Digitale Terrestre

Ecco le caratteristiche della televisione digitale terrestre, come funziona e quali saranno i cambiamenti dal momento in cui verrà introdotto il nuovo DVB-T2.

Per anni, la televisione analogica terrestre è sempre stata la forma di televisione più diffusa al mondo, ricevibile attraverso le normali antenne. Nell’ultimo ventennio, in particolare dal 2003, è però il cosiddetto digitale terrestre, o DTT, a recitare la parte del leone, e ad essersi imposto come lo standard internazionale per la trasmissione televisiva.

E se è vero che il progresso tecnologico non può e non deve fermarsi, anche i canali digitali stanno marciando di gran lena verso un’ulteriore evoluzione, finalizzata a migliorare ancor di più tutti i vantaggi riscontrati con il passaggio a questa modalità. In questa guida, andremo allora a capire cos’è e come funziona la televisione digitale terrestre, le sue caratteristiche peculiari e cosa cambierà una volta che verrà introdotto in tutta Italia il nuovo DVB-T2.

Che cos’è la TV digitale terrestre

Per definizione, la televisione digitale terrestre è la televisione digitale che adotta un sistema di trasmissione terrestre del segnale digitale. Per farla più semplice, il DTT implica l’utilizzo di un sistema di trasmissione numerico, vale a dire una modalità che non risente di interferenze, abbassamenti di livello del segnale né disturbi e che soprattutto permette di moltiplicare il numero di canali disponibili. Il tutto utilizzando uno strumento chiamato decoder, che consente di veicolare il segnale in modo ottimale. Da un punto di vista squisitamente tecnico, infatti, quella televisiva è un’informazione racchiusa in un segnale elettrico: per questo, può essere rappresentata in forma analogica o in forma digitale, per due tecnologie sensibilmente diverse e con feature specifiche.

Di conseguenza, nel confronto tra la trasmissione analogica e quella digitale dei canali televisivi sono valide le stesse considerazioni generali riscontrabili nel confronto tra la tecnologia analogica e digitale, con tutte le conseguenze del caso. Pare evidente che i segnali analogici sono maggiormente soggetti a disturbi improvvisi, quasi sempre dovuti dal fatto che il ricevitore non è in grado di distinguere una variazione di segnale disturbata rispetto ad un normale contenuto informativo. Di contro, il digitale è per sua stessa natura immune a disturbi di vario genere, a patto che siano di lieve portata. Dopo una certa soglia di “rumore" nella normale trasmissione, anche il DTT è però del tutto indecifrabile all’occhio umano.

Tutti i vantaggi del DTT

Come già accennato, la TV digitale terrestre presenta tutta una serie di vantaggi rispetto alla trasmissione analogica. Il principale risiede nella possibilità di moltiplicare il numero dei canali che possono essere trasmessi attraverso le stesse frequenze utilizzate in precedenza in via analogica. Questo si traduce di fatto in più canali visibili dagli spettatori, grazie a tecniche di compressione dati che permettono di occupare solo 1/5 circa della larghezza di banda utilizzata per la trasmissione di un canale analogico, mantenendone inalterata la qualità.

Anzi, questa va pure a migliorare, per via della capacità di questa tecnologia di veicolare contenuti video e audio con formato 16:9 e qualità molto simili ai DVD e ai Blu-ray Disc. In alcuni casi, non manca possibilità di trasmissione ad alta definizione, e quella di trasmissione di audio multiplo, per esempio in più lingue. Sulla stessa frequenza è anche possibile trasmettere contemporaneamente sia canali in HD sia canali ottimizzati per gli schermi più piccoli di smartphone e tablet.

Da non sottovalutare nell’analisi dei punti di forza del digitale, oltre al miglioramento dell’efficienza spettrale e la maggiore flessibilità, è anche l’interattività del DTT. Interattività che viene garantita dalla presenza di diversi dati aggiuntivi oltre alla semplice trasmissione televisiva, come può essere l’EPG, ovvero una apposita guida TV elettronica che consente di sapere qual è il programma in onda in quel preciso momento e quale sarà quello successivo. Tutto a portata di telecomando, che fa da vero e proprio “pilota".

Non solo, tra le caratteristiche di nota vi è anche quella che prevede una trasmissione in isofrequenza per il digitale terrestre, cosa impossibile da fare per le precedenti trasmissioni televisive di tipo analogico. Questa tecnica specifica prevede di inviare lo stesso segnale sulla medesima frequenza contemporaneamente da più siti trasmittenti sincronizzati. Di conseguenza, diverse antenne con aree di copertura parzialmente sovrapposte trasmettono lo stesso segnale sempre sulla stessa frequenza, a patto di essere utilizzate su un territorio piuttosto ampio.

DVB-T2: il nuovo digitale terrestre

In nome di quel progresso tecnologico di cui dicevamo, entro il 30 giugno 2022 qui in Italia entrerà in vigore su tutto il territorio nazionale il nuovo segnale di trasmissione del digitale terrestre. Capirete anche voi che questo si traduce con l’esigenza che le nostre televisioni debbano essere compatibili per tempo con il nuovo standard, che sarò introdotto dopo che nel 2012 abbiamo assistito a quello che viene definito lo switch off della televisione analogica in favore del DTT. L’obiettivo, con il DVB-T2 (Digital Video Broadcasting – Second Generation Terrestrial), è quello di migliorare ulteriormente la qualità del segnale e di liberare spazio per le frequenze telefoniche 5G, portando le trasmissioni fino all’alta definizione in 8K.

Tra i vantaggi del nuovo standard ci sono, oltre alla predisposizione per l’ultra high definition, la possibilità di trasmettere un segnale più “pulito" e di consentire una distanza maggiore tra l’antenna che riceve il segnale e il ricevitore che lo trasmette sullo schermo. Il DVB-T2 inoltre supporta i sistemi MiMo, multiple input-multiple output, che consentono all’apparecchio di gestire più flussi di dati in entrata e in uscita, proprio come succede per i più moderni smartphone.

Il prossimo standard sarà del tutto operativo tra poco più di un anno, ma sono previste diverse tappe intermedie per garantire un passaggio indolore e quanto più “dolce" possibile. La prima fase per rendere operativo il nuovo digitale terrestre partirà dal primo settembre del 2021 e vedrà l’inizio della codifica del codice MPEG-4, e il conseguente abbandono dello standard MPEG-2. Una fase, questa, che non avrà alcuna ripercussione evidente sulle televisioni in HD, considerando che anche le TV DVB-T HD hanno la capacità di decodificare questo tipo di segnale.

Discorso diverso per i più vetusti televisori che non posseggono la tecnologia HD, cioè l’alta definizione. Il Governo ha previsto un lancio dalle regioni del Nord Italia, fino ad arrivare a quelle del meridione entro giugno 2022. La seconda fase sarà invece a più alto impatto, e sarà attivata in tutto il Paese tra il 21 e il 30 giugno 2022 per garantire lo switch off del segnale DVB-T a favore del DVB-T2 con codifica H.265 o HEVC.

TV compatibili e bonus TV DVB-T2

Entro la data stabilita, tutte le reti televisive passeranno alle nuove frequenze e, dato che non è in programma un periodo di passaggio da un segnale all’altro, ognuno dovrà attrezzarsi per tempo con TV o un decoder compatibili per il DVB-T2. Fortunatamente, le televisioni attualmente in commercio sono tutte compatibili con le frequenze del nuovo digitale terrestre. Non a caso, dal 2016 tutti i principali produttori si sono andati a conformare a questa nuova tipologia di segnale, con gli stessi rivenditori, sia fisici che online, che dall’anno successivo hanno di fatto l’obbligo di vendere solo televisori dotati di DVB-T2.

Naturalmente tutti coloro che hanno acquistato una TV prima di questo periodo e che non hanno intenzione di comprarne una nuova in tempi brevi potranno risolvere agevolmente la situazione optato per un decoder compatibile, investendo solo poche decine di euro. Il funzionamento è identico a quello dei precedenti decoder: se prima trasformavano il segnale da analogico a digitale, ora trasformano quello DVB-T al nuovo DVB-T2.

Per sapere con certezza se il nostro televisore è compatibile con la codifica MPEG-4, basta soltanto andare sui canali in alta definizione, quelli in HD, per intenderci, e farli scorrere a partire dal 501 in poi. Nel caso questi non vengano visualizzati in maniera corretta o vengano restituiti solo messaggi di errore, allora il nostro TV non è compatibile con questa codifica, e con molta probabilità non lo sarà neppure con il segnale DVB-T2. Per una più sicura controverifica, possiamo poi cercare nel menu principale la voce Sintonizzazione digitale.

Se tra le diverse opzioni è presente la dicitura DVB-T2 HEVC/H265, allora il TV è tranquillamente compatibile. Da poco, è stato pure messa a punto un’ulteriore modalità per capire l’eventuale compatibilità del nostro dispositivo. Esistono infatti due canali test, vale a dire il canale 100 RAI e il canale 200 di Mediaset: se selezionandoli viene visualizzata la scritta “test HEVC MAIN10" allora significa che il nostro televisore supporta il nuovo digitale terrestre o DVB-T2.

Non tutti lo sanno, ma il Governo italiano ha stanziato dei fondi per acquistare un nuovo TV, facilitando il passaggio al prossimo standard di trasmissione televisivo. Chi ha un reddito ISEE inferiore ai 20mila euro annui può quindi richiedere un bonus pari a 50 euro per comprare per l’appunto un nuovo TV o in alternativa un decoder pensato per il segnale DVB-T2. Questo bonus viene poi erogato direttamente sotto forma di sconto alla cassa da parte del rivenditore, ovviamente dopo che il cliente ha mostrato la domanda rivolta alle entità amministrative preposte. La domanda può essere facilmente scaricata dal sito del Ministero dello Sviluppo Economico.

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