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Android: tutte le versioni sviluppate dal 2008 ad oggi

Android è un software affidabile, efficiente ed estremamente versatile: ecco tutte le versioni sviluppate dal 2008 ad oggi e le relative caratteristiche.

Android è il sistema operativo sviluppato da Google per i dispositivi mobili, nato nel 2008 e arrivato oggi all’ultima versione, la 9.0 Pie, uscita nel 2019.

Si tratta di un software embedded, ovvero realizzato per funzionare soltanto su alcuni di dispositivi e, quindi, non modificabile dagli utenti.

Tutte le versioni di Android sono state sviluppate in Java, su sistemi di tipo embedded Linux. Nonostante il cuore del software sia vincolato attraverso le licenze copyleft (che proteggono, ad esempio, le applicazioni di Google Play) in realtà gran parte del codice è disponibile liberamente nella modalità open source. In questo modo molte aziende possono personalizzare il sistema operativo, in base alle esigenze dei propri device, grazie al programma Android Open Source Project.

Attualmente Android è utilizzato dal 62% dei dispositivi mobili, contro una quota di mercato del 34% dei sistemi iOS, installati sugli apparecchi della Apple come iPhone e iPad.

Il progetto Android è nato nel 2003 come frutto del lavoro di un’azienda privata, acquisita nel 2005 da Google: collaborazione che portò alla nascita della prima versione di Android per il mobile, sviluppata sul kernel Linux. I sistemi operativi di allora presentavano, però, diversi problemi, sia per quanto riguarda la sicurezza, che le prestazioni.
Criticità che vennero corrette con gli aggiornamenti seguenti.

Oggi Android è un software affidabile, efficiente ed estremamente versatile, con un’ampia scelta di app scaricabili gratuitamente (e a pagamento) da Google Play Store, ovvero plugin che permettono di aumentare le funzionalità di base del sistema operativo. La presenza di licenze aperte, open source, ha reso possibile un grande proliferare di applicazioni, che rappresentano un vantaggio per tutti: gli utenti possono avere a disposizione diversi servizi sul proprio device, mentre le aziende sviluppano app a costi particolarmente contenuti.

Nomi di tutte le versioni di Android in ordine di tempo

Ecco tutti i nomi dei sistemi operativi Android in ordine cronologico:

  • Android 1.5 Cupcake (27 Aprile 2009)
  • Android 1.6 Donut (15 Settembre 2009)
  • Android 2.0 – 2.1 Eclair (26 Ottobre 2009)
  • Android 2.2 – 2.2.3 Froyo (20 Maggio 2010)
  • Android 2.3 – 2.3.7 Gingerbread (6 Dicembre 2010)
  • Android 3.0 – 3.2.6 Honeycomb (22 Febbraio 2011)
  • Android 4.0 – 4.0.4 Ice Cream Sandwich (18 Ottobre 2011)
  • Android 4.1 – 4.3.1 Jelly Bean (9 Luglio 2012)
  • Android 4.4 – 4.4.4 KitKat (31 Ottobre 2013)
  • Android 5.0 – 5.1.1 Lollipop (12 Novrembre 2014)
  • Android 6.0 – 6.0.1 Marshmallow (5 Ottobre 2015)
  • Android 7.0 – 7.1.2 Nougat (22 Agosto 2016)
  • Android 8.0 – 8.1 Oreo (21 Agosto 2017)
  • Android 9.0 Pie (6 Agosto 2018)

Dal 2008 al 2019 sono uscite ben 14 versioni di Android, a partire dal primo sistema operativo chiamato Android 1.5 Cupcake, fino ad arrivare all’ultima versione: Android 9.0 Pie.

Come è possibile notare, ogni aggiornamento della versione di Android è contraddistinta da un numero, che si riferisce alla versione, e dal nome di un dolce. Questo riferimento scherzoso non ha origini molto chiare, tuttavia sembra che i primi sviluppatori Android si scambiassero spesso e-mail giocose, a causa del crescente entusiasmo in merito ai progressi del sistema operativo.

In realtà esistono anche due versioni precedenti alla 1.5 Cupcake, ma non vengono spesso menzionate perché la prima non fu mai installata su un dispositivo mobile, mentre la seconda soltanto su alcuni device poco diffusi.

Queste due versioni sono esattamente la 1.0, rilasciata il 23 settembre del 2008 e la 1.1, uscita il 9 febbraio del 2009, quest’ultima successivamente soprannominata Petit Four, quattro piccoli dolcetti. Il nome non è mai stato ufficiale, quindi non si sa bene se tale dicitura sia totalmente corretta, tuttavia viene spesso citata da fonti autorevoli come Wikipedia e gli ambienti professionali di sviluppo e programmazione.

Al momento la diffusione delle varie versioni Android vede una forte presenza della Nougat del 2016, attiva su oltre il 28% dei dispositivi mobili, seguita da Oreo del 2017 installata sul 21,5% dei device, da Mashmallow del 2015 usata dal 21,3% dei terminali e da Lollilop del 2014 sul 17,9%. Sistemi operativi più anziani sono ancora utilizzati marginalmente su alcuni smartphone, tra cui la versione KitKat del 2013 sul 7,6%, Jelly Bean del 2012 sul 3% e Ice Cream Sandwich del 2011 sullo 0,3% dei dispositivi.

Android: caratteristiche e differenze tra le versioni

Le ultime 14 versioni di Android sono quelle che hanno segnato il successo del sistema operativo, diventato immediatamente il motore trainante della diffusione dei dispositivi mobili in tutto il mondo.

I vantaggi di Android sono soprattutto:

  • i bassi costi di sviluppo;
  • la possibilità di personalizzare alcune funzionalità del software;
  • la completa compatibilità;
  • l’ampia gamma di app e servizi presenti sul mercato digitale dei device mobili.

A differenza del sistema iOS dell’iPhone di Apple, vincolato ai terminali prodotti dall’azienda, Android ha permesso a  milioni di persone di accedere a questa nuova tecnologia, caratterizzata da un prezzo d’accesso ridotto e contenuto. La comunità di sviluppo nata e cresciuta intorno ad Android ne ha determinato il boom mondiale, facendone ancora oggi il sistema operativo per il mobile più usato del mondo.

Vediamo nel dettaglio alcuni aspetti tecnici delle varie versioni di Android.

Android: la versione 1.5 Cupcake

Rilasciata il 27 aprile del 2009, la prima versione ufficiale di Android viene indicata come la 1.5 Cupcake. Si tratta di un appuntamento storico per il sistema operativo, perché da questo momento ha inizio la nomenclatura con i tipici nomi di dolci, ma soprattutto per l’enorme diffusione di questo software. La versione 1.5 di Android è la naturale evoluzione dei primi due sistemi, con l’introduzione della classica tastiera sullo schermo, un meccanismo che sarebbe presto diventato comune su qualsiasi smartphone.

Tra le funzionalità c’era la possibilità di registrare piccoli video, ovviamente non con la qualità presente sui device moderni, mentre per le app era necessario andare su Android Market, l’antenato di Google Play Store, dove in quegli anni si potevano trovare alcuni plugin piuttosto rudimentali, ma divertenti.

Android 1.5 Cupcake supportava l’audio stereo, il bluetooth, inoltre era possibile copiare e incollare le cartelle, navigare su internet con il browser Internet Explorer e collegare immagini ai numeri dei contatti presenti nella rubrica.

Android: la versione 1.6 Donut

Il 15 settembre del 2009 compare sul mercato la seconda versione di Android, la 1.6 Donut, la prima basata sul kernel Linux, che rappresenta un notevole passo in avanti nello sviluppo tecnologico dei dispositivi mobili. Tra gli aggiornamenti Android presenti in questa versione c’è la casella di ricerca rapida, che consente di visualizzare nella stessa schermata i risultati di ricerca del web, comprese le pagine relative alle ricerche locali, oltre alla risoluzione dello schermo di tipo responsive.

Con la versione Donut di Android 1.6 il sistema operativo poteva essere installato su qualsiasi smartphone, non solo su quelli con una risoluzione standard di 320 x 480 pixel.

Il software infatti si adattava perfettamente alle specifiche del device, ottimizzando le proporzioni del display per una grafica impeccabile. Altre novità riguardano le funzionalità multilingua, le gallerie di immagini, le prime camere fotografiche e la moltiplicazione delle app disponibili su Android Market.

Android Eclair 2.0 e 2.1

Soltanto un mese più tardi, esattamente il 26 ottobre del 2009 esce la versione di Android Eclair 2.0, seguita il 3 dicembre dello stesso anno dall’aggiornamento 2.0.1 e il 12 gennaio del 2010 dalla 2.1. Grande star del nuovo sistema operativo è la comparsa delle mappe interattive di Google Maps, che permettono di seguire le indicazioni stradali in auto, a piedi oppure con i mezzi pubblici, creando itinerari in tempo reale come un vero e proprio navigatore satellitare, con visualizzazione in 3D ad altissima risoluzione.

Molto gradita dagli utenti dell’epoca fu la personalizzazione della schermata della homepage, che poteva essere modificata a piacimento con widget e cartelle, con una nuova risoluzione di 854 x 480 pixel che consentiva di inserire anche sfondi animati. Tuttavia, la vera novità della versione Android Eclair 2.0 fu l’introduzione dei sistemi vocali, il famoso “Ok Google”, con cui si potevano scrivere messaggi ed effettuare ricerche sul web, semplicemente parlando con il cellulare. Gli aggiornamenti successivi non apportano grandi cambiamenti, infatti si tratta più che altro di attualizzazioni tecniche delle API.

Android Froyo 2.2 e 2.2.3

La tecnologia in questi anni si muove veloce, per rimanere al passo coi tempi e offrire agli utenti sistemi operativi sempre più innovativi e avanzati. Il 20 maggio del 2010 esce in commercio la versione Android 2.2 Froyo, basata sul kernel Linux 2.6.32, seguita a gennaio e novembre da ben 3 aggiornamenti tecnici, le versioni 2.2.1, 2.2.2 e 2.2.3, che portarono alla risoluzione di alcuni problemi legati alla sicurezza del nuovo sistema operativo di Google. Questa versione segnò la definitiva escalation dei sistemi vocali, che divennero il centro dei nuovi sistemi e delle ultime app uscite sul mercato.

Le funzionalità vocali degli smartphone con Froyo raggiungono un livello più elevato, infatti diventa possibile eseguire veloci ricerche sul web con la voce, scrivere appunti, impostare l’allarme della sveglia, segnare eventi sul calendario e molto altro ancora.

Anche le prestazioni compiono un netto passi in avanti, infatti la versione 2.2 di Android Froyo è ben 5 volte più efficiente e veloce della precedente, mentre la presenza dell’hotspot portatile consente di trasformare il proprio device in un router Wi-Fi. Da segnalare il supporto di Microsoft Exchange, dei sistemi di Bluetooth dell’auto e la possibilità di caricare file nelle applicazioni per il motore di ricerca.

Android 2.3 Gingerbread

Il 6 dicembre del 2010 un ennesimo aggiornamento di Android, la versione 2.3 Gingerbread.

Si tratta di un momento spartiacque, che segna l’introduzione dei giochi avanzati sui dispositivi mobili e la diffusione del mercato della app, ormai in grado di estendere le funzionalità del proprio smartphone verso confini impensabili, soltanto fino a qualche anno prima.

Grazie a una nuova grafica gli sviluppatori possono progettare giochi efficienti e di alta qualità, che catturano l’attenzione degli utenti e riscuotono spesso grande successo.

La presenza di giochi e il moltiplicarsi delle app richiede però molta più energia, per questo motivo vengono introdotte batterie più potenti ed efficienti, in grado di supportare il maggiore consumo energetico, con schermate di gestione della carica che consentono di risparmiare energia, ad esempio regolando la luminosità in modalità risparmio energetico. Fanno la loro comparsa anche i primi sistemi di pagamento online, sostenuti dalla tecnologia NFC, Near Field Communication, che permette il trasferimento di dati dal cellulare alla macchina POS dei negozi.

Android 3.0 Honeycomb

Tra le versioni di Android troviamo alcuni nomi molto divertenti, come la 3.0 Honeycomb del 22 febbraio del 2011, un dolce a base di polline e di miele d’api.

Presente ancora oggi su una quota marginale di dispositivi mobili, circa lo 0,2% del totale, questa versione è la prima ad essere ottimizzata sia per gli smartphone che per i tablet, il cui mercato è in forte crescita in questi anni.

Honeycomb si adatta facilmente a qualsiasi device, specialmente a quelli di grandi dimensioni, progettai per leggere, guardare video ad alta risoluzione e lavorare.

Le nuove impostazioni sono sempre più rapide e intuitive, per velocizzare la gestione delle funzionalità da parte degli utenti, con la creazione di percorsi rapidi che permettono di muoversi in pochi istanti da una pagina ad un’altra.

Anche le batterie sono più potenti, mentre i controlli diventano completamente touch screen, con l’eliminazione totale dei vecchi tastierini. Su questa versione appare la navigazione online in incognito, impostazioni avanzate per la fotocamera come il flash, lo zoom e il time-lapse, oltre alla compatibilità con il protocollo HTTPS.

Android 4.0 Ice Cream Sandwich

Allo stesso modo della versione 3.0 Honeycomb anche la 4.0 Ice Cream Sandwich, il gelato di vaniglia con il biscotto, rilasciata 18 ottobre del 2011, è attualmente installata in alcuni dispositivi più vecchi. Quando entrò in uso rappresentò un netto passo in avanti con il passato, offrendo una schermata principale completamente personalizzabile, con zone dedicate alla gestione delle app, il cui numero continuava a crescere mese dopo mese, nuovi widget e contenuti miniaturizzati multipli.

Tra le introduzioni più significative di questa versione di Android c’è la gestione del traffico dati, che permette di visualizzare in tempo reale il consumo, impostare soglie massime e creare avvisi in caso di utilizzo eccessivo. Altra novità assoluta il sistema Android Beam, che consente di collegare due smartphone tra di loro senza filo, per trasmettere dati, contatti, file, musica, video e app attraverso la tecnologia NFC, poi utilizzata per i pagamenti da mobile. Continuano anche i progressi sui sistemi vocali, mentre vengono presentati anche il riconoscimento facciale e l’editor per le foto.

Android 4.1 Jelly Bean

Il nuovo dolce di Android è il Jelly Bean, le caramelle di zucchero tanto amate dai bambini, che simboleggiano la versione 4.1, uscita il 9 luglio 2012 e attiva su circa il 3% dei dispositivi attuali.

Questo sistema operativo presenta al mondo Google Now, l’assistente personale dei device moderni, in grado di effettuare ricerche sul web, gestire gli appuntamenti e la sveglia, fornire informazioni dettagliate sul meteo e cercare i percorsi stradali, comandabile con la tastiera touch screen oppure direttamente con la voce.

La versione Jelly Bean aprirà la strada ai moderni smartphone, rappresentando un vero punto di svolta in questa tecnologia.

Android 4.1 permette agli utenti di ricevere notifiche in tempo reale, non solo su alcune funzionalità ma su qualsiasi app o servizio presente sul cellulare. Inoltre, con questa versione è possibile intervenire sulle notifiche, attraverso un percorso rapido che consente di attivare la traccia audio, rispondere al messaggio o condividere foto.

Su Jelly Bean fanno la loro comparsa anche gli account multipli, una soluzione derivata da un’esigenza dei tablet, tipicamente utilizzati da più persone come avviene per il pc.

Android 4.4 KitKat

Il 31 ottobre 2014 viene rilasciata la versione 4.4 di Android KitKat, operativa tutt’oggi sul 7,6% dei terminali mobili. Caratteristiche principali sono il nuovo design del software, l’evoluzione del sistema vocale “Ok Google” e una tastiera sempre più intelligente. L’assistente vocale di Google diventa estremamente sofisticato, infatti non bisogna neanche attivarlo, basta chiamarlo con la voce e chiedergli di riprodurre una musica, un video da Youtube, trovare un negozio su Google Maps o impostare un allarme.

L’aspetto estetico di Android è adesso totalmente immersivo e responsive, adeguandosi automaticamente all’app o alla funzione attiva in quel momento.

Se ad esempio si legge un libro, il sistema operativo elimina tutto ciò che potrebbe interferire con la lettura. Lo stesso quando si ascolta musica, si guardano video e si scrivono messaggi con i propri amici, tuttavia basta un tocco per riportare in evidenza le principali funzionalità dello smartphone. La nuova tastiera offre informazioni in base al servizio, come immagini, mappe e dati, prese sia online che all’interno delle app installate. 

Android 5.0 Lollipop

Con la versione 5.0 Lollipop di Android arriviamo finalmente nell’era moderna, infatti questo sistema operativo è presente su quasi il 18% dei dispositivi. Le nuove tecnologie trasformano il design di questa versione, ormai in grado di adattarsi perfettamente a qualsiasi device, risoluzione dello schermo e funzionalità attivata.

Lollipop funziona egregiamente su ogni terminale, smartphone, Android TV, tablet e anche sui orologi Google Wear, ottimizzando automaticamente ogni pagina in base alle caratteristiche dello schermo.

Anche nella homepage bloccata, che appare prima dell’inserimento del codice personale di sicurezza, vengono mostrate le notifiche ricevute, mentre dal menù è possibile impostare le notifiche personalizzando tali avvisi.

La versione di Android 5.0 supporta anche le CPU a 64 bit, le configurazioni delle GPU moderne, le immagini vettoriali, le entrate e uscite audio con USB. Il 9 marzo del 2015 viene eseguito un aggiornamento, per la compatibilità con le SIM multiple, correggere alcuni bug dello schermo e migliorare l’utilizzo delle reti Wi-Fi di nuova generazione.

Android 6.0 Marshmallow

Il 5 ottobre del 2015 si aggiunge una nuova versione alla lunga lista dei sistemi operativi Android, la 6.0 Marshmallow. Il lavoro degli ingegneri e degli sviluppatori porta alla creazione di batterie sempre più performanti, che vengono sfruttate dal nuovo sistema in maniera efficiente e ottimizzata, a seconda delle funzionalità eseguite e del tipo di dispositivo.

Marshmallow è in grado di gestire da solo l’energia utilizzata dal telefono, attivando modalità standby e riducendo il consumo delle app non in uso in quel momento.

Adesso finalmente è anche possibile impostare le autorizzazioni per l’accesso ai dati sensibili, le classiche notifiche che richiedono il permesso di condividere foto, posizione GPS e altre informazioni.

L’assistente vocale di Google diventa presente in qualsiasi servizio di Android, sempre più facile da utilizzare e attivabile con dei passaggi rapidi e intuitivi. La versione 6.0, attiva su più del 21% dei terminali mobili ancora oggi, permette di visualizzare video in 4K, gestire meglio le app ed eseguire backup completi dei dati.

Android 7.0 Nougat

Una delle ultime versioni di Android è la 7.0 Nougat, un nome preso in prestito da un dolce tradizionale alle mandorle. Uscita il 22 agosto del 2016, introduce l’integrazione del sistema Unicode 9.0 per le emoji, con nuove immagini miniaturizzate inedite e utilizzabili su più lingue contemporaneamente.

Si possono anche attivare due app allo stesso tempo, oppure passare da una all’altra con due semplici tocchi rapidi. Ad esempio, è possibile scrivere un messaggio mentre si guarda un film o un video musicale, oppure impostare la sveglia durante l’ascolto di una traccia audio.

Nella versione di Android 7.0 si fanno largo anche le nuove grafiche 3D, che con le loro prestazioni elevate permettono di partecipare a giochi evoluti di ultima generazione, come Need For Speed No Limits.

Nougat è compatibile anche con le app che presentano programmi di realtà virtuale, consente di gestire in maniera ancora più efficiente il consumo delle batteria, di regolare le notifiche e creare dei gruppi per gli avvisi, ottimizzando il consumo dei dati e le dimensioni dello schermo. Questa versione è anche più sicura, grazie a sistemi di crittografia avanzati sempre più sofisticati.

Android 8.0 Oreo

Il 21 agosto del 2017 Google mette a disposizione dei nuovi smartphone e tablet la versione 8.0 Oreo di Android, denominata progetto Treble, una delle più grandi innovazioni nella storia del sistema operativo.

Al momento Oreo è installato sul 21,5% dei dispositivi mobili, in forte crescita e seconda soltanto a Nougat, presente su quasi il 30% dei device e in assoluto una delle versioni più apprezzate dagli sviluppatori, dalle aziende e dagli utenti.

Android Oreo 8.0 è intelligente, veloce e potente, vanta un nuovo sfondo ad alta risoluzione e un sistema di riconoscimento delle parole.

Oreo offre suggestioni, consigli e permette di velocizzare la scrittura e le ricerche sul web. Inoltre, se autorizzato, consente di aumentare le prestazioni delle app in uso.

Adesso si possono eseguire varie funzionalità allo stesso tempo, parlare via chat e sentire musica, scrivere messaggi e guardare film, riprodurre video e impostare la sveglia, tutto grazie al nuovo sistema denominato picture-in-picture. Non mancano notifiche intelligenti e nuovi protocolli di sicurezza per le app.

Android 9.0 Pie

Infine, c’è l’ultima versione di Android, per molti la versione migliore: la 9.0 Pie, uscita il 6 agosto del 2018. Progettata appositamente per i nuovi sistemi di intelligenza artificiale, Android 9.0 Pie è il sistema operativo del futuro, un software evoluto che implementa processi di machine learning, i servizi di voice assistant moderni e l’interconnessione con i dispositivi multimediali dell’auto e della casa.

Questa versione è in grado di apprendere, imparando i gusti e le esigenze dell’utente personalizzando ogni sessione di utilizzo.

La gestione della batteria è diventata responsive, controllata dal sistema operativo affinché non ci siano consumi inutili, ad esempio attraverso l’impostazione delle luce, l’accesso delle app non in uso e dei servizi integrati. Al centro di Android 9.0 Pie ci sono proprio le app, ormai un tutt’uno con il software centrale, per una usabilità sempre più efficiente, personalizzata e al passo coi tempi moderni.